Unicredit e Banco BPM, la partita è ancora aperta
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Redazione Economia
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La vicenda che vede protagoniste Unicredit e Banco BPM continua a tenere banco nel panorama finanziario italiano. L'offerta pubblica di scambio (ops) lanciata da Unicredit sulla totalità delle azioni di Banco BPM, annunciata lo scorso 25 novembre, ha suscitato reazioni contrastanti tra gli analisti e gli operatori del settore. Da un lato, c'è chi ritiene che il CEO di Unicredit, Andrea Orcel, abbia agito in modo irrituale e poco rispettoso delle istituzioni, riducendo così le possibilità di successo dell'operazione. Dall'altro, alcuni sostengono che Orcel abbia appena iniziato la sua partita e che ci siano ancora margini per un accordo, nonostante i malumori del governo e, in particolare, del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha ribadito la possibilità di esercitare il Golden Power per bloccare l'operazione.
Nel frattempo, Unicredit ha stabilito contatti con Crédit Agricole per discutere dell'offerta nelle prossime settimane, come riportato da Bloomberg. Inoltre, Deloitte è stata indicata come parte del gruppo di advisor di Unicredit per questa operazione, che potrebbe rappresentare una nuova fase del risiko bancario italiano ed europeo, con un controvalore potenziale di 10,1 miliardi di euro.
Nonostante le incertezze, le operazioni relative all'ops proseguono, con Banco BPM che ha schierato Legance come advisor legale. Tuttavia, resta ancora molto da decidere e da fare per arrivare a un accordo definitivo, soprattutto alla luce della possibilità che il governo eserciti il Golden Power per bloccare l'operazione.
Nel frattempo, Piazza Affari ha registrato un avvio contrastato, con il FTSEMib in calo dello 0,28% a 33.168 punti e l'All Share in arretramento dello 0,26%. Anche il Mid Cap e lo Star hanno mostrato andamenti misti, con il primo in calo dello 0,11% e il secondo in lieve aumento dello 0,07%.




