Tor Tre Teste, un quartiere tra degrado e contraddizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel quadrante est della Capitale, un’area che comprende i quartieri di Tor Tre Teste, Alessandrino e Quarticciolo, vive una contraddizione stridente, fatta di degrado urbano palpabile e di una vivacità sociale che prova a resistere. La zona, infatti, è attraversata da un ampio polmone verde, dotato di centri sportivi e luoghi di aggregazione come l’anfiteatro, il quale, però, paradossalmente, è privo di un adeguato impianto di illuminazione. Accanto a questi spazi, destinati alla socialità, si sviluppano grandi arterie di scorrimento come viale Palmiro Togliatti, dove il controllo del territorio, stando a quanto riportato da diverse fonti, appare diviso tra presidi istituzionali e la presenza, più o meno visibile, di vedette e pusher di strada.

Proprio in questo contesto, all’alba di domenica scorsa, si è consumata un’aggressione di inaudita violenza ai danni di una donna di 60 anni, stuprata mentre portava a spasso il cane nel parco. Le indagini dei carabinieri, condotte con tempestività, hanno portato all’individuazione e al fermo di un 26enne di origine gambiana, Sheik Hydara, il quale, dopo essere stato interrogato nella mattinata di giovedì 28 agosto nel carcere romano di Regina Coeli, è stato ufficialmente ristretto in custodia cautelare.

Durante l’interrogatorio di garanzia, condotto dinanzi al gip e alla presenza dei suoi difensori, gli avvocati Ilaria Narducci e Giuseppe Lufrano, l’uomo ha fornito una sua versione dei fatti, dichiarando di non ricordare assolutamente nulla dell’accaduto a causa di uno stato di alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti. Una giustificazione, la sua, che non ha trovato alcun fondamento di fronte al magistrato, il quale, valutando il cumulo delle prove e la gravità dei fatti contestati – la violenza sessuale aggravata dalla sottrazione di alcuni oggetti alla vittima – ha confermato la necessità del carcere, evidenziando forti indizi di colpevolezza.

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