La voce di Hind Rajab, dal dramma di Gaza al premio alla Mostra di Venezia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La tragica telefonata della piccola palestinese Hind Rajab, intrappolata in un’auto crivellata di colpi – con i corpi senza vita dei parenti accanto a lei – e il suo straziante appello, «Mamma, vieni a prendermi», catturato dalle registrazioni della Mezzaluna Rossa, sono diventati il cuore di un documentario premiato alla Mostra del Cinema di Venezia. The Voice of Hind Rajab, diretto da Kaouther Ben Hania, si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria, riconoscimento che va ben oltre il merito artistico, toccando le corde dell’umanità e della testimonianza. La pellicola, costruita con un rigore che evita il sensazionalismo, restituisce con intensità le ultime, agghiaccianti ore della bambina, assediata dal fuoco israeliano a Gaza, diventando un potente simbolo del dramma che colpisce i civili innocenti in ogni conflitto.

La giuria, presieduta da Rosario Valastro, Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, ha motivato la scelta sottolineando come il film abbia saputo incarnare in maniera esemplare i valori umanitari universali. Valastro, con voce carica di emozione durante la cerimonia, ha evidenziato come l’opera riesca a trascendere la cronaca per farsi monito perpetuo, concentrandosi sulla voce pura e terrorizzata di una vittima il cui destino era segnato da dinamiche di guerra che travolgono ogni cosa. La consapevolezza, come ha recentemente affermato la giornalista Plestia Alaqad, è un primo passo necessario ma non sufficiente; è la memoria, affidata a opere come questa, a dover alimentare una riflessione più profonda e duratura.

Il tema dei conflitti e del ruolo del cinema nel rappresentarli è rimasto sullo sfondo di questa edizione del Festival. Il regista Jim Jarmusch, vincitore del Leone d’Oro per Father Mother Sister Brother, è apparso sulla scena indossando una spilla per chiedere la fine della guerra a Gaza, definendo quanto sta accadendo «un tragico genocidio che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi». Una presa di posizione che ha fatto eco alle parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa, il quale, commentando gli ultimi raid notturni a Gaza che hanno causato diciassette vittime, tra cui sei bambini in una scuola-rifugio, ha dichiarato senza giri di parole che «questa guerra non ha senso».

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