Ucraina, attacchi di droni su Crimea e raffineria in Siberia: nuovo bilancio dell'escalation

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il conflitto tra Russia e Ucraina ha registrato nelle ultime ore una nuova, significativa escalation, con azioni militari che hanno interessato frontalmente sia la penisola di Crimea, sia il territorio russo a migliaia di chilometri di distanza, confermando la crescente capacità di proiezione di Kiev.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha confermato che le forze armate del suo Paese hanno condotto attacchi a lungo raggio contro un deposito di carburante situato nella città di Kerch, in Crimea, e altre infrastrutture militari, mentre lo Stato Maggiore ucraino ha rivendicato il colpo a una raffineria nella regione di Tyumen, lontana oltre 2.000 chilometri dal confine.

Il raid a Kerch e le infrastrutture colpite

Il governatore locale nominato da Mosca, Sergei Aksyonov, ha riferito che un attacco di droni ucraini nella penisola di Kerch ha causato un bilancio pesante, con quattro persone uccise e altre 28 rimaste ferite, un dato che aggrava ulteriormente il già alto prezzo pagato dalle popolazioni coinvolte.

A corroborare la dinamica dell'azione, il comandante delle Forze dei sistemi senza pilota, Robert "Madyar" Brovdi, ha diffuso un filmato che documenta gli attacchi contro il terminal petrolifero di Kerch e una stazione radar Kasta-2E2 a Kurortne, nel tentativo di dimostrare l'efficacia delle operazioni.

Secondo quanto dichiarato da Zelensky, le operazioni non si sono limitate a Kerch ma hanno preso di mira obiettivi su entrambi i lati del Ponte di Crimea, includendo impianti logistici marittimi utilizzati per il trasporto di petrolio e sistemi di difesa aerea, con l'obiettivo dichiarato di colpire la logistica russa.

L'attacco alla raffineria di Tyumen

In un'azione che dimostra la notevole estensione del raggio d'azione ucraino, l'esercito ha rivendicato un attacco riuscito contro la raffineria di petrolio Antipinsky, situata nella regione russa di Tyumen, a una distanza superiore ai 2.000 chilometri dal confine.

L'annuncio, diffuso via social dallo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine e ripreso dall'agenzia Ukrinform, rappresenta un ulteriore segnale della strategia di Kiev di colpire le fonti energetiche e le arterie logistiche nemiche in profondità, un aspetto che sta diventando sempre più centrale nella conduzione del conflitto da parte ucraina.

I raid russi su Zaporizhzhia e il bilancio settimanale

Le forze russe hanno risposto con un'intensificazione degli attacchi sul fronte orientale, concentrandosi in particolare sulla regione di Zaporizhzhia, dove i raid aerei e i bombardamenti hanno avuto conseguenze drammatiche sulla popolazione civile. Solo nella giornata di ieri, come riportato dalle autorità locali, cinque persone hanno perso la vita e altre 26 sono rimaste ferite a Zaporizhzhia a causa dei bombardamenti aerei, mentre a Poltava un attacco ha causato due morti e dodici feriti, tra cui purtroppo sei bambini.

Questi episodi si inseriscono in un quadro di violenza sistematica, testimoniato dal bilancio settimanale degli attacchi russi, che hanno visto l'impiego di 2.200 droni, 1.800 bombe e 87 missili contro obiettivi in Ucraina, causando morti, feriti e devastazione delle infrastrutture civili.

Droni, artiglieria e tensione

La dinamica degli scontri conferma una tendenza ormai consolidata, con un uso massiccio di droni e artiglieria da entrambe le parti, che trasforma ogni giorno in un bollettino di guerra fatto di vittime e distruzione. L'offensiva russa su Zaporizhzhia, che ha incluso raid aerei, lanci di droni FPV e bombardamenti di artiglieria su insediamenti, ha provocato danni estesi a edifici residenziali e infrastrutture, alimentando un clima di terrore e incertezza per la popolazione.

La risposta ucraina, con gli attacchi in profondità, mira a erodere la capacità logistica e di approvvigionamento energetico del nemico, allungando l'ombra del conflitto ben oltre le linee del fronte tradizionale, in una fase che non mostra segni di cedimento da nessuna delle parti coinvolte.

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