Lanzarote, un'onda dell'Atlantico stronca la vita di un giovane padovano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Atlantico, che bagna le coste frastagliate di Lanzarote, ha mostrato lunedì 8 dicembre tutta la sua imprevedibile forza, portando via in un istante la vita di Riccardo Rocco, un ragazzo di Vigonza, in provincia di Padova, che non aveva ancora compiuto ventotto anni. L’incidente, come spesso accade in simili drammi, si è consumato in un momento di svago, durante una giornata dedicata alla passione per la pesca, quando un’onda anomala – una di quelle che, senza preavviso, s’infrangono con violenza sugli scogli – ha travolto lui e un amico trentenne, originario del Veneziano, che condivideva con lui quella sortita. I due, stando alle ricostruzioni dei media locali, si trovavano nella zona di Los Charcones a Playa Blanca, sulla costa sud-occidentale dell’isola, un punto noto agli appassionati ma altrettanto esposto alla potenza dell’oceano. I soccorsi, giunti poco dopo le tre del pomeriggio, non hanno potuto evitare il peggio.

Il soccorso in mare e la morte in ospedale

Tratti fuori dalle acque turbolente, i due italiani sono stati immediatamente trasportati all’ospedale José Molina Orosa di Arrecife. Le condizioni di Riccardo Rocco, però, erano già gravissime al momento del recupero, tanto da non lasciare speranza: il giovane è spirato poco dopo il ricovero, mentre il suo compagno di sventura, pur segnato dall’accaduto, è riuscito a salvarsi. L’episodio, che ha gettato nel lutto la sua famiglia e i suoi conoscenti, riaccende i riflettori sulla pericolosità di certi tratti di costa, apparentemente tranquilli ma in realtà insidiosi, dove la morfologia del territorio può amplificare l’effetto di mareggiate improvvise. Di lui, chi lo conosceva bene ricorda la dedizione al lavoro e la gentilezza d’animo.

Il ricordo di chi lo ha conosciuto

Stefano Brigato, titolare del panificio Special Pan di Campodarsego dove Riccardo aveva lavorato per cinque anni fino allo scorso gennaio, lo descrive come “un bravo ragazzo, di buon cuore, sempre disponibile”. Nel laboratorio del forno padovano, Riccardo Rocco aveva imparato l’arte della panificazione, occupandosi inizialmente della produzione e, in un secondo momento, anche delle consegne. “Andavamo a pescare insieme, era la sua passione”, ha raccontato l’ex datore di lavoro, sottolineando come quella per le Canarie non fosse neppure la prima esperienza: “Anche l’anno scorso era alle Canarie”. Un dettaglio, questo, che restituisce l’immagine di un giovane legato a quel tipo di vacanze, a quell’idea di libertà e contatto con il mare che, in un tragico paradosso, gli è stato fatale. La dinamica precisa dell’incidente è ora al centro delle indagini delle autorità locali, che dovranno accertare ogni circostanza.

Una tragedia che richiama attenzione sui rischi

Quella di Lanzarote, pur nella sua specificità, si inserisce in una lunga e dolorosa serie di incidenti che vedono coinvolti turisti o residenti lungo coste particolarmente esposte, dove il confine tra divertimento e pericolo può essere labile. La notizia, oltre a suscitare profonda commozione nel suo paese d’origine, spinge a riflettere sulla necessità di una maggiore consapevolezza dei rischi legati alla pesca dagli scogli o alla semplice permanenza in prossimità del mare in condizioni meteomarine avverse. La famiglia del giovane, intanto, si prepara al doloroso rimpatrio della salma, mentre gli inquirenti raccolgono gli elementi per chiudere il caso, un’operazione di routine che però nulla toglie al vuoto lasciato da una vita stroncata troppo presto.

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