Stellantis avvia i risarcimenti per i motori PureTech, ma solo il 60% delle richieste è stato accettato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Stellantis ha formalmente dato il via alla procedura di rimborso per i proprietari di auto equipaggiate con i motori PureTech 1.0 e 1.2 litri, afflitti da problemi tecnici ben documentati. Tuttavia, non tutti coloro che hanno presentato domanda otterranno il risarcimento: su 8.226 richieste pervenute, solo 4.337 sono state esaminate, e appena 2.604 – poco più del 60% – sono state approvate. Le spese coperte riguardano esclusivamente le riparazioni già effettuate, a patto che siano state eseguite secondo le specifiche tecniche indicate dalla casa madre.

Lanciati nel 2012 sotto l’egida del gruppo PSA – poi confluito in Stellantis – i propulsori PureTech, noti anche come famiglia EB, dovevano rappresentare il fiore all’occhiello del downsizing, unendo prestazioni dinamiche a consumi ridotti. Invece, già dopo pochi anni dal debutto, sono emerse criticità strutturali, in particolare legate alla cinghia di distribuzione in gomma immersa nell’olio, soggetta a un degrado prematuro che ha causato, in molti casi, danni irreparabili al motore. Le segnalazioni, inizialmente circoscritte a Francia e Germania, hanno poi coinvolto un numero crescente di automobilisti in tutta Europa, portando a inchieste e azioni legali.

Stellantis, dopo aver riconosciuto il difetto, ha modificato il progetto originario sostituendo la cinghia con una catena di distribuzione. Parallelamente, ha attivato un programma di compensazione che copre le spese sostenute tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024, ma solo per i veicoli dei marchi Citroën, DS, Opel e Peugeot. Restano esclusi, invece, i modelli Dacia e altre case non rientranti nel perimetro del gruppo.

Per accedere al rimborso, è necessario dimostrare di aver effettuato la manutenzione secondo le prescrizioni del costruttore e di aver diagnosticato il problema attraverso i canali ufficiali. Una condizione che, stando ai dati finora elaborati, ha già portato al rigetto di quasi il 40% delle domande. Chi intende presentare una richiesta può farlo attraverso la piattaforma dedicata, ma dovrà fornire documentazione dettagliata, compresi gli scontrini delle riparazioni e i rapporti di intervento degli officina autorizzati.

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