Poliziotto morto nell'incidente a Roma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tragica scomparsa di Amar Kudin, agente scelto della polizia, avvenuta all'alba di lunedì a Monte Mario, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli operatori di polizia. Kudin, 32 anni, è deceduto nello scontro tra due volanti della polizia in zona Torrevecchia, mentre una delle vetture rientrava al commissariato e l'altra si dirigeva a nord della Capitale per una segnalazione di rissa. Nonostante il tentativo di frenata, l'impatto è stato inevitabile.

L'incidente, che ha visto coinvolti anche tre colleghi di Kudin e un georgiano fermato per furto, ha portato all'apertura di un'inchiesta per omicidio e lesioni stradali. La Procura ha avviato un fascicolo, al momento contro ignoti, e saranno disposti accertamenti affidati ai vigili urbani, che hanno già effettuato i rilievi all'incrocio fra viale dei Monfortani e via dell'Acquedotto del Peschiera.

Secondo alcuni sindacati di categoria, la tragedia di Amar Kudin impone una riflessione profonda sulla sicurezza degli operatori di polizia impegnati nel controllo del territorio. Antonio Patitucci, segretario della Silp Cgil di Roma e del Lazio, ha sottolineato l'importanza di puntare sull'addestramento e sulle regole d'ingaggio per gli agenti impegnati ogni giorno e ogni notte in interventi su strada.

Amar Kudin, in servizio operativo da circa un anno e mezzo dopo aver fatto parte della squadra di rugby delle Fiamme Oro, sarebbe tornato in Veneto a dicembre, come rinforzo per la questura di Treviso. Il trasferimento era stato chiesto per stare più vicino alla madre Vesna, alla sorella Tajma e alla fidanzata Anna, trevigiana di Canizzano, che avrebbe sposato a breve.

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