Furio Colombo, una vita tra giornalismo e politica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Furio Colombo, giornalista di primo piano e parlamentare, è morto stamattina all'età di 94 anni. La notizia è stata diffusa dalla famiglia, che ha comunicato che i funerali si terranno domani, mercoledì 15 gennaio, al Cimitero Acattolico di Roma. Colombo, assistito fino all'ultimo dalla moglie Alice e dalla figlia Daria, lascia un'eredità significativa nel mondo del giornalismo e della politica italiana.

Nato nel 1930, Colombo ha iniziato la sua carriera giornalistica come inviato Rai, per poi diventare editorialista de La Repubblica e direttore dell'Unità. È stato anche tra i fondatori del Fatto Quotidiano, dimostrando una capacità unica di adattarsi ai cambiamenti del panorama mediatico. La sua prima intervista, nel 1961, fu a Eleanor Roosevelt, un incontro che segnò l'inizio di una carriera ricca di eventi storici e incontri memorabili. Tra questi, spicca l'intervista a Pier Paolo Pasolini, poche ore prima che il poeta e regista venisse assassinato all'idroscalo di Ostia.

Colombo non si è limitato al giornalismo: è stato anche un dirigente d'azienda per Fiat e Olivetti, dimostrando una versatilità rara. La sua carriera politica è iniziata nel 1996, quando è stato eletto parlamentare per i Democratici di Sinistra, l'Ulivo e il Partito Democratico, ricoprendo il ruolo per tre legislature. La sua passione per la politica e il giornalismo lo ha portato a essere un polemista con l'America nel cuore, sempre pronto a difendere i valori democratici e i diritti civili.

Il Festival della Comunicazione di Camogli, a cui Colombo era legato fin dall'infanzia grazie all'amicizia con Umberto Eco, lo ricorda come un protagonista delle iniziative del festival e promotore della Giornata della Memoria.

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