Alfa Romeo junior e subsonica, trent’anni di musica elettronica si accendono alle ogr di torino

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La sintesi, se così si può chiamare il tentativo di ridurre a formule il rapporto tra un’automobile e una band elettronica, sarebbe riduttiva. Meglio allora partire dai fatti: Torino, nelle ultime notti, ha visto accendersi le OGR – quelle ex officine ferroviarie diventate catetale dell’arte contemporanea – per quattro date già esaurite da settimane, il primo segnale di un affetto che non ha bisogno di presentazioni. Sul palco, i Subsonica, che quest’anno celebrano trent’anni di carriera, un traguardo che pochi gruppi italiani possono vantare senza cadere nella trappola della nostalgia; eppure loro, forse per vocazione progettuale, hanno scelto di guardare avanti, affiancati da un partner inaspettato ma coerente: Alfa Romeo.

Una mole illuminata per un giubileo senza polvere

La vigilia dell’evento ha avuto un prologo visivo inequivocabile: il logo della band proiettato sulla Mole Antonelliana, un gesto che la città ha restituito come un abbraccio silenzioso. Quel simbolo, “Cieli su Torino 96-26”, dà il nome all’intero ciclo di celebrazioni – non solo concerti, ma un calendario diffuso che si protrarrà fino a primavera inoltrata, coinvolgendo luoghi e spazi solitamente estranei al circuito rock. E in questo dispositivo, Alfa Romeo si è inserita come Official Mobility Partner, non certo per un semplice posizionamento di logo, bensì per una scelta di campo che lega la propria immagine a un linguaggio – quello musicale e giovanile – che l’industria automobilistica fatica spesso a interpretare senza cadere nel ridicolo.

Motori e sintetizzatori, l’incontro che non ti aspetti

La Junior, ultima creatura del Biscione, diventa così il trait d’union fisico tra due mondi apparentemente distanti: da un lato la meccanica, dall’altro le drum machine e i campionatori che hanno fatto la fortuna del gruppo torinese. Non si tratta, occorre dirlo, di una semplice sponsorizzazione; chi ha assistito alle prime serate racconta di una presenza discreta, quasi sottotraccia, come se l’auto fosse l’oggetto scenico di un immaginario condiviso. E non è un caso, se si pensa che i Subsonica, fin dagli esordi di “Microchip emozionale”, hanno sempre cantato la periferia tecnologica, il rapporto conflittuale eppure vitale tra e macchina, tra flusso elettrico e deriva urbana.

Ogr, quelle sere che diventano memoria collettiva

Alle OGR, il pubblico (un mix eterogeneo di quarantenni che rivivono l’adolescenza e ventenni arrivati per caso) ha trovato uno spettacolo che evita volutamente la retorica del “come eravamo”. Nessuna scaletta imbalsamata, nessun medley celebrativo: i Subsonica hanno ripescato dal loro repertorio anche brani meno noti, quelli che i fan definiscono “lato B”, mescolandoli con arrangiamenti nuovi. E in quella riscrittura, l’Alfa Romeo Junior – parcheggiata in un angolo dello spazio espositivo, quasi come un’installazione – sembrava suggerire che anche un’auto può essere un sintetizzatore, purché si abbia il coraggio di guidarla fuori dagli schemi. La cronaca, se vogliamo chiamarla così, registra sold out e code all’ingresso, ma niente più di questo: il resto è musica, e la musica non si riassume.

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