La Vanoli cede all'Apu Udine nel finale: addio alle Final Eight

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un rimpianto che pesa, soprattutto per come sono andate le cose. Al PalaCarnera, dove l'Apu Udine ha imposto il proprio ritmo in un finale di gara decisivo, la Vanoli Cremona ha visto sfumare una possibilità concreta, tenuta saldamente in mano per lunghi tratti della sfida, per agganciare quel traguardo delle Final Eight di Coppa Italia che avrebbe rappresentato un successo di prestigio e, al contempo, un punto di svolta nella complessa stagione. La partita, caratterizzata da fasi alterne e da una difesa particolarmente aggressiva da entrambe le parti, è rimasta sospesa fino agli ultimi possessi, con i biancoblù che hanno pagato, in modo determinante, una flessione nelle percentuali di realizzazione proprio nel momento in cui serviva maggior freddezza. Una sconfitta, quella per 82-75, che lascia quindi un sapore amaro, perché maturata nel corso di una prestazione comunque di carattere, capace di tenere testa a una formazione di rango sul proprio campo.

Una partita spezzettata e in bilico fino all'ultimo

L'incontro, arbitrato da Denis Quarta, Daniele Valleriani e Fabrizio Paglialunga, ha vissuto di equilibri sottili fin dal primo quarto. Udine, che schierava un quintetto basato sulla fisicità di Mekowulu e sull'esperienza di giocatori come Alibegovic e Bendzius – quest'ultimo alla sua 150ª presenza in Serie A –, ha cercato subito di imprimere il proprio marchio nell'area. Cremona, affidata alle mani di Brotto e partita con Willis, Anigbogu, Jones, Ndiaye e un ottimo Durham dalle lunghe distanze, ha risposto colpo su colpo, mantenendo le distanze minime. Il primo tempo si è così chiuso senza che nessuna delle due compagini riuscisse a trovare quel mini-strappo che potesse garantire un margine di sicurezza, in un'avvincente prova di forza difensiva e di tattica.

La svolta nel secondo tempo

È stato il terzo quarto, tuttavia, a segnare una prima, seppur lieve, discontinuità. L'Apu Udine, guidata in regia da Calzavara, ha alzato ulteriormente l'intensità del pressing, costringendo gli ospiti a soluzioni di tiro più affrettate e meno vantaggiose. La difesa della squadra di Vertemati, che affrontava per la prima volta in Serie A Brotto, ha cominciato a produrre i suoi frutti, limitando le opzioni offensive cremonesi e trovando maggiore continuità in attacco. Nonostante questo, la partita è rimasta appesa a un filo, con la Vanoli che ha avuto anche l'occasione per ribaltare nuovamente la situazione nel finale, dimostrando una tenacia che non è però bastata a compensare le troppe palle perse e i canestri sbagliati nella fase calda del match.

Le conseguenze per la classifica e il prosieguo della stagione

Il risultato, che chiude il girone d'andata, assume un peso specifico notevole nelle dinamiche di metà classifica. Per Cremona, la sconfitta significa dover rinunciare a un obiettivo ambito come la Coppa Italia e concentrarsi completamente sulla lotta per la salvezza in campionato, dove ogni punto, come dimostrato in questa occasione, può fare la differenza. Per Udine, invece, la vittoria rappresenta un fondamentale successo di squadra, ottenuto grazie a un collettivo compatto e a scelte tattiche efficaci, che consolida la posizione in vista del girone di ritorno. Resta, per i tifosi biancoblù, l'immagine di una gara persa più per errori propri che per il dominio avversario, un dettaglio che, se da un lato accresce la delusione, dall'altro potrebbe fornire elementi su cui lavorare per le prossime, decisive uscite.

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