Grecia, l'inferno di fuoco a Creta: tre pompieri morti, ottomila evacuati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La furia degli elementi si è abbattuta con violenza inaudita sulla Grecia e, in particolare, sull'isola di Creta, trasformando il paradiso estivo dei turisti in una trappola di fumo e cenere; il bilancio, ancora provvisorio, si è già macchiato di sangue con la morte di tre vigili del fuoco, rimasti vittime del loro dovere mentre tentavano di arginare le fiamme che divorano l'entroterra cretese.
Sono circa trecento gli uomini impegnati in prima linea, supportati da mezzi aerei, per cercare di domare due grossi roghi che, alimentati da venti fortissimi e resi imprevedibili dalla morfologia del territorio, continuano a espandersi senza sosta, costringendo le autorità a mettere in atto un imponente dispositivo di evacuazione che ha già interessato circa ottomila persone, tra residenti e villeggianti.
La Protezione Civile greca, già in stato di massima allerta per la stagione estiva, sta gestendo quella che si sta configurando come una delle peggiori emergenze degli ultimi anni, con il fuoco che avanza inesorabile verso le coste e minaccia località turistiche molto frequentate.
La testimonianza dei sopravvissuti: "Correvamo mentre il fuoco ci incalzava"
Il racconto di chi è riuscito a mettersi in salvo per un soffio dipinge un quadro di panico e disperazione, con scene che molti definiscono "da incubo"; una turista greca, ancora sotto choc, ha raccontato ai media locali di aver temuto per la propria vita, dichiarando di non sapere per cosa sarebbe morta, mentre le operazioni di soccorso si trasformavano in una corsa contro il tempo per mettere in sicurezza le migliaia di persone accampate sulle spiagge o bloccate nelle strade di campagna.
I testimoni oculari descrivono il momento dell'evacuazione come un fuggi fuggi generale, con i mezzi di trasporto che si riempivano all'istante e gli operatori che gridavano ordini per accelerare le partenze, mentre il cielo si oscurava per il fumo e le fiamme si avvicinavano pericolosamente alle ultime abitazioni. La paura, raccontano, era palpabile e si mescolava allo smarrimento, con famiglie intere costrette ad abbandonare tutto e a cercare rifugio in strutture di fortuna allestite dalla protezione civile, in attesa che la situazione tornasse sotto controllo.
Nuovi fronti di fuoco alle porte di Atene: evacuato il sobborgo di Chaidari
Mentre a Creta la battaglia contro le fiamme sembra ancora lontana dall'essere vinta, la minaccia degli incendi si è allargata ad altre aree del Paese, colpendo direttamente la cintura metropolitana della capitale; nel tardo pomeriggio di oggi, la Protezione Civile ha diramato un messaggio di allerta sui telefoni cellulari della popolazione, ordinando l'evacuazione precauzionale di una parte del sobborgo di Chaidari, situato a soli undici chilometri a ovest di Atene, a causa dello scoppio di nuovi focolai che hanno riacceso l'emergenza anche sul fronte continentale.
I forti venti, che soffiano senza tregua su gran parte del territorio ellenico, stanno favorendo la rapida propagazione delle fiamme, rendendo difficile per i pompieri arginare i fronti incendiari e costringendo le autorità a tenere costantemente monitorata l'evoluzione della situazione, con il rischio che altri sobborghi possano essere interessati dalle evacuazioni nelle prossime ore.
Il tragico bilancio dei roghi: oltre quattromilacinquecento ettari distrutti a Creta
I dati forniti dal programma europeo Copernicus, che monitora il territorio attraverso immagini satellitari, offrono una misura impressionante della devastazione in corso: nella sola area meridionale della prefettura di Retimo, a Creta, sono già andati in fumo circa quattromilacinquecento ettari di vegetazione, un patrimonio naturale polverizzato in pochi giorni di fuoco ininterrotto.
Questa stima, peraltro, è destinata a crescere in modo significativo, poiché non tiene ancora conto delle ultime zone colpite dall'incendio, in particolare l'area di Preveli, dove si è sviluppato un nuovo fronte che minaccia ulteriori distese di macchia mediterranea e terreni agricoli.
La situazione rimane estremamente critica, con i vigili del fuoco che combattono su più fronti in condizioni logistiche proibitive, mentre la colonna di fumo, visibile a decine di chilometri di distanza, continua a oscurare il cielo dell'isola, gettando un'ombra cupa sull'estate greca e sollevando interrogativi sulla capacità di prevenzione e gestione di eventi climatici estremi sempre più frequenti.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
