Pechino sommersa dalle alluvioni: almeno 30 morti e 80mila evacuati
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Redazione Esteri
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Le piogge torrenziali che da giorni si abbattono su Pechino e sulle regioni settentrionali della Cina hanno provocato inondazioni devastanti, lasciando dietro di sé un bilancio drammatico: oltre trenta vittime accertate e più di 80mila persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. Le strade, trasformate in fiumi impetuosi, hanno trascinato via auto e detriti, mentre il fango ha invaso interi quartieri, isolando persino una casa di riposo dalla quale sono stati evacuati 48 anziani.
Nei sobborghi della capitale, dove i danni appaiono più gravi, le precipitazioni hanno superato i 16 centimetri, causando blackout in 130 villaggi e danneggiando decine di tratti stradali. Le linee di comunicazione, interrotte in più punti, hanno complicato gli interventi dei soccorritori, impegnati a raggiungere le zone più colpite. Sebbene il numero delle vittime sia destinato a salire, le autorità non hanno ancora fornito stime definitive, concentrandosi sulle operazioni di evacuazione e messa in sicurezza.
Mentre Pechino affronta l’emergenza, la diplomazia cinese prosegue i suoi passi sul piano internazionale. Proprio in queste ore, a Stoccolma, rappresentanti di Pechino e Washington – ora guidata nuovamente da Donald Trump – hanno avviato una nuova tornata di negoziati commerciali, con l’obiettivo dichiarato di stabilizzare le relazioni economiche tra le due potenze. Un dialogo che, almeno nelle intenzioni, si basa su «uguaglianza e mutuo beneficio», in un contesto globale segnato da crescenti frizioni.




