Blitz israeliano a Jenin, 11 morti e centinaia di evacuati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
A Jenin, città situata nel nord della Cisgiordania, si è verificato un attacco che ha causato almeno 11 morti. L'operazione, denominata "Muro di ferro", è stata lanciata dall'esercito israeliano (Idf) martedì scorso, con l'obiettivo di colpire le roccaforti della Jihad Islamica e del Battaglione Jenin, una coalizione di gruppi armati che include Hamas. Durante il blitz, l'ospedale governativo della città è stato assediato per alcune ore, costringendo circa 600 persone, tra cui pazienti e personale medico, a rifugiarsi all'interno della struttura.
Il governatore di Jenin, Kamal Abu al-Rub, ha dichiarato che centinaia di palestinesi hanno iniziato a lasciare le loro abitazioni nel campo profughi della città, che ospita oltre 14.000 persone, in seguito a un ordine di evacuazione emesso dalle autorità israeliane. L'ordine è stato comunicato tramite megafoni collegati a droni e veicoli militari, creando un clima di terrore tra i residenti.
Nella notte, le forze di sicurezza israeliane hanno "eliminato" due terroristi armati, Mohamad Nazzal e Katiba Shalabi, affiliati al Jihad Islamico e ricercati per l'omicidio di tre israeliani. I due si erano asserragliati in una struttura a Burqin, nella zona di Jenin, e sono stati uccisi durante un'operazione delle forze speciali.
L'operazione "Muro di ferro" è stata lanciata dopo l'inizio del cessate il fuoco con Hamas a Gaza, ma ha portato a un'escalation di violenze nella Cisgiordania.




