Thailandia e Cambogia, secondo giorno di scontri al confine: 19 morti e 138 mila evacuati
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Redazione Esteri
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Gli scontri armati tra Thailandia e Cambogia, scoppiati giovedì lungo il confine conteso, non accennano a placarsi nonostante gli appelli internazionali per un cessate il fuoco. Il bilancio provvisorio, aggiornato nelle ultime ore, conta almeno 19 vittime – 15 thailandesi e 4 cambogiane – mentre le autorità di Bangkok hanno evacuato oltre 138 mila civili dai villaggi più esposti agli attacchi.
Le operazioni militari, che nelle prime fasi avevano coinvolto sei località, si sono estese a una dozzina di aree, con l’impiego di artiglieria, razzi e droni. Proprio questi ultimi, secondo un video diffuso dall’esercito thailandese, avrebbero distrutto un deposito di armi cambogiano: le immagini mostrano esplosioni e un velivolo in fiamme prima dello schianto al suolo. La Thailandia, dal canto suo, ha mobilitato anche gli F-16, già utilizzati nelle operazioni della giornata precedente.
Il primo ministro thailandese Phumtham Wechayachai ha ammesso che la situazione, se dovesse degenerare ulteriormente, rischierebbe di «sfociare in una guerra su larga scala», pur precisando che al momento gli scontri rimangono circoscritti. Le tensioni tra i due Paesi, che vantano entrambi diritti storici sulla zona di confine, non sono nuove, ma l’escalation degli ultimi giorni segna un netto peggioramento rispetto alle scaramucce degli anni passati.




