Borse europee in rialzo, Milano brilla trainata dal settore bancario
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Redazione Esteri
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Un vento di ottimismo, seppur moderato, ha attraversato le piazze finanziarie europee, spinto principalmente dalle attese per il prossimo incontro tra i rappresentanti di Washington e Pechino. Le dichiarazioni dei negoziatori, che hanno definito i colloqui "costruttivi", e i commenti positivi del segretario al Tesoro Scott Bessent su un "quadro molto positivo" hanno creato un terreno fertile per gli acquisti, mitigando le preoccupazioni che per mesi hanno gravato sui mercati. Anche Wall Street, del resto, ha contribuito al clima favorevole aggiornando i propri record, in una giornata che ha visto i trader orientarsi con maggiore propensione al rischio.
Il Ftse Mib punta ai 43.000 punti
Piazza Affari si è distinta come la maglia rosa del Vecchio Continente, con il Ftse Mib che ha tentato di avvicinarsi alla soglia psicologica dei 43.000 punti, chiudendo con un guadagno di circa l'1%. A trainare l'indice milanese sono state soprattutto le banche, le cui performance hanno impresso un ritmo vivace alla sedata. Anche Madrid ha registrato un andamento notevole, toccando livelli da primato, mentre Londra, Francoforte e Parigi hanno mostrato un dinamismo più contenuto, con variazioni che si sono mantenute su livelli modesti se non quasi piatti.
L'attesa per le banche centrali frena gli entusiasmi
La frizzantezza dei listini, tuttavia, è stata in parte temperata dalla vigilanza con cui gli investitori attendono le prossime decisioni delle principali banche centrali. L'Eurosistema, la Federal Reserve e la Bank of Japan, che terranno i loro incontri nel corso della settimana, rappresentano un elemento di forte incertezza, del quale i mercati sono ben consapevoli. Proprio questa attesa, unita alla mancanza di dettagli sostanziali sull'intesa commerciale preliminare tra Stati Uniti e Cina, ha impedito che gli rialzi assumessero un carattere più deciso e generalizzato.
Oro sotto i 4.000 dollari e dollaro in oscillazione
Sul fronte delle materie prime, l'oro ha perso terreno scendendo al di sotto della quotazione di 4.000 dollari, un movimento che riflette il momentaneo allontanamento degli investitori dagli asset considerati rifugio. Il biglietto verde, nel frattempo, ha mostrato un andamento oscillante, in bilico tra le spinte contrastanti delle politiche monetarie e delle novità geopolitiche. Oltreoceano, il Nasdaq ha superato le performance del Dow Jones, segnando un incremento significativo in vista della pubblicazione dei bilanci trimestrali dei colossi della tecnologia.




