Borse europee in rialzo, Milano guida la corsa trainata dal settore bancario

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una vigorosa spinta, che alcuni osservatori potrebbero definire anticipatrice di un eventuale "rally di Natale", ha caratterizzato l'apertura della settimana borsistica europea, la quale, nonostante le ombre che persistono sull'economia cinese e le perplessità circa la solidità dell'intelligenza artificiale, ha chiuso i listini in netto rialzo. La performance più significativa, in questo contesto, è stata quella registrata da Piazza Affari, che si è aggiudicata il primato continentale con un guadagno dell'1,39%, portando l'indice Ftse Mib a 44.116 punti e consolidando un anno – il 2025 – finora estremamente positivo per gli investitori, con un avanzamento complessivo che, da gennaio, sfiora il 30%.

Il motore finanziario spinge l'indice

A trainare l'indice milanese, in una giornata di ampi acquisti diffusi, è stato in modo particolare il comparto creditizio, i cui principali titoli hanno segnato incrementi rilevanti e sostanzialmente allineati. Banca Monte dei Paschi di Siena ha fatto registrare un +2,74%, mentre Banco Bpm e Banca Mediolanum – quest'ultima guidata dall'amministratore delegato Massimo Doris – hanno chiuso entrambe con un progresso superiore al due e mezzo percentuale. Anche i due colossi, Intesa Sanpaolo e UniCredit, hanno contribuito in maniera determinante al risultato finale, aggiudicandosi un rialzo identico del 2,12%.

Juventus in altalena dopo il rifiuto di Exor

Dinamica peculiare e movimentata, invece, per il Titolo Juventus, che dopo il balzo del 18% della seduta precedente – alimentato dalla notizia di una potenziale offerta di Tether a Exor per il controllo della società – ha conosciuto una fase di volatilità. Le contrattazioni, infatti, sono partite in netto ribasso, con un calo fino al 3% dettato da fisiologiche operazioni di realizzo, per poi invertire decisamente la rotta e risalire fino a un incremento del 2% circa, a testimonianza di un interesse degli operatori che permane vivo nonostante il rifiuto unanime, da parte del consiglio di Exor, della proposta pervenuta.

Lo spread si riporta su livelli lontani

Completano il quadro dei mercati finanziari italiani gli indicatori di solidità del debito sovrano, i quali hanno fornito segnali di tensione calante. Lo spread tra i Btp decennali italiani e i Bund tedeschi omologhi, parametro cruciale per la percezione del rischio-Paese, ha infatti proseguito il suo calo, attestandosi a 67 punti base, un livello che non veniva toccato da settembre del 2008. Di conseguenza, il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni ha subito un'ulteriore compressione, scendendo al 3,53%, in un contesto di attesa per i dati sul mercato del lavoro statunitense, che rappresentano – come noto – un riferimento fondamentale per le politiche della Federal Reserve, ora sotto la presidenza di Donald Trump.

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