Maxi furto alla Mediterranea Pesca di Mugnano, i carabinieri indagano sul colpo da due milioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Che si tratti di un colpo studiato nei minimi dettagli, lo confermerebbero, se ce ne fosse ancora bisogno, le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza interna: quattro uomini, tutti incappucciati, hanno agito con una tempistica e una precisione che lasciano pochi dubbi sulla natura professionale dell’operazione. La Mediterranea Pesca, nota azienda ittica con sede a Mugnano – realtà tra l’altro quotata in borsa e leader nazionale nella commercializzazione di prodotti surgelati – è stata presa di mira l’altra notte, con un bottino che, secondo le prime stime ancora provvisorie, potrebbe toccare cifre da capogiro. Gli investigatori, giunti sul posto immediatamente dopo la scoperta dell’accaduto, si trovano ora a dover quantificare l’esatto ammontare del maltolto: si parla di orologi di lusso, numerosi Rolex in particolare, e altri monili di valore. Una prima ricostruzione, seppur ancora frammentaria, ipotizza un range che parte da qualche centinaio di migliaia di euro per arrivare, addirittura, fino a due milioni.

La dinamica del furto e l’intervento dei carabinieri

Stando a quanto emerso finora, i malviventi – il loro numero è stato confermato in quattro – hanno fatto irruzione all’interno dello stabilimento di via Mugnano-Melito senza particolari difficoltà operative. L’accesso è avvenuto scavalcando i cancelli perimetrali, una barriera che evidentemente non ha rappresentato un ostacolo insormontabile per individui dotati di mezzi e, probabilmente, di un’accurata ricognizione preventiva. Una volta dentro, il commando è riuscito ad aprire la cassaforte dove erano custoditi i preziosi: un’impresa che richiede non solo forza fisica ma anche una certa conoscenza del luogo o, quanto meno, competenze tecniche non banali. Sul posto sono intervenuti i carabinieri delle stazioni di Marano e Mugnano, i quali hanno immediatamente avviato un’indagine volta a ricostruire ogni singola fase dell’accaduto. Le immagini della videosorveglianza interna, che hanno documentato l’intera azione, rappresentano in questo momento il tassello più prezioso a disposizione degli inquirenti.

Il “bottino enorme” e le difficoltà della quantificazione

L’espressione “bottino enorme”, utilizzata dagli stessi investigatori nelle prime comunicazioni informali, non sembra affatto un’esagerazione giornalistica. I refurtiva, composta esclusivamente da orologi e monili – quindi oggetti di facile occultamento e altamente liquidabili sul mercato nero – rende particolarmente complessa non solo l’operazione di stima immediata, ma anche le future attività di recupero. I carabinieri stanno ancora lavorando per definire con esattezza il valore complessivo di quanto asportato: si passa, come accennato, da ipotesi più caute che parlano di centinaia di migliaia di euro fino a valutazioni che sfiorano i due milioni. Nessuna informazione ufficiale ha ancora confermato se all’interno della cassaforte fossero presenti anche altri beni, come contanti o titoli, ma le prime indiscrezioni convergono tutte verso l’ipotesi di un colpo mirato esclusivamente all’alta oreficeria e orologeria.

Un’azienda leader sotto tiro e le indagini in corso

La Mediterranea Pesca non è certo una realtà qualsiasi del panorama imprenditoriale campano. Con la sua sede a Mugnano, e una reputazione costruita su decenni di attività nel settore ittico surgelato, l’azienda rappresenta un punto di riferimento regionale e nazionale. Che proprio un simile obiettivo sia stato scelto da una banda organizzata non stupisce più di tanto gli addetti ai lavori: luoghi che custodiscono beni di lusso – magari appartenenti a proprietari o dirigenti – sono spesso nel mirino di gruppi specializzati. I carabinieri stanno ora setacciando i filmati delle telecamere non solo interne, ma anche quelle posizionate lungo le vie d’accesso allo stabilimento, nella speranza di ottenere frame nitidi dei volti o, quanto meno, dei mezzi utilizzati per la fuga. Nessuna traccia, al momento, dei quattro incappucciati, e nessuna rivendicazione è stata registrata. L’inchiesta procede senza escludere alcuna pista, neppure quella di un possibile “basista” interno, vista la precisione con cui i ladri hanno individuato la cassaforte e gli orari di minor vigilanza.

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