Valgreghentino, l’auto contro il capannone: morti i due giovani a bordo. Indagano i carabinieri
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Pochi minuti prima delle 21, sabato 5 settembre, la chiamata al numero unico per le emergenze ha mobilitato ambulanze e forze dell'ordine a Valgreghentino, in provincia di Lecco, dove un'auto si era schiantata violentemente contro il muro perimetrale di un capannone industriale in via Aldo Moro, nei pressi della zona industriale del comune.
Quando i soccorritori sono giunti sul posto, per i due occupanti del veicolo non c'era già più nulla da fare, e le loro vite, di 25 e 28 anni, si sono spezzate nell'impatto contro la struttura della Tamil, un'azienda storica specializzata nella tornitura del legno che dal 2019 ha rilevato gli spazi un tempo occupati dalla Nord Dolciaria.
La dinamica dell'incidente e le immagini delle telecamere
La dinamica esatta dell'incidente, che ha visto coinvolta una Bmw Serie 1, è ora al centro degli accertamenti condotti dai carabinieri della stazione di Olginate, sotto il coordinamento della compagnia di Merate. Secondo le prime ricostruzioni, il veicolo stava percorrendo la strada in direzione di Airuno, quando il conducente avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo, forse a causa di un'uscita di strada avvenuta a velocità sostenuta.
Le immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona avrebbero documentato buona parte della sequenza: l'auto, giunta a forte andatura, sbanda, centra un idrante, letteralmente divelto dalla carreggiata, e prosegue la sua corsa incontrollata per circa 70 metri, fino a impattare contro lo spigolo del capannone della Tamil, un impatto che ha reso vano qualsiasi tentativo di estricazione.
I due ragazzi e il contesto della serata
Le vittime, Matteo e Tarek, rispettivamente di 25 e 28 anni, viaggiavano a bordo della vettura, una Bmw di proprietà di uno dei due, e secondo le prime indiscrezioni raccolte sul posto, il conducente avrebbe concesso all'amico un breve giro di prova del mezzo, magari per testarne le prestazioni lungo quel tratto di strada che costeggia il fiume Adda, in un'area che scende verso i bacini a sud del ramo lecchese del Lago di Como.
L'ipotesi, che gli inquirenti stanno verificando con attenzione attraverso l'analisi delle tracce di frenata e dei rilievi planimetrici, lascerebbe intendere che il cambio di guida possa aver contribuito a generare confusione o a ritardare i riflessi al momento della perdita di aderenza, sebbene nessuna pista venga al momento esclusa e le cause restino ufficialmente in fase di accertamento.
Le indagini della compagnia di Merate
I militari dell'Arma, giunti prontamente sul luogo della tragedia, hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a effettuare tutti i rilievi del caso, sequestrando la vettura e acquisendo le registrazioni dei sistemi di sorveglianza della ditta e di eventuali impianti comunali presenti lungo il tracciato.
La posizione dell'idrante sradicato e le condizioni del muro del capannone, che ha riportato danni strutturali evidenti, forniscono elementi cruciali per ricostruire la traiettoria tenuta dal mezzo prima dello schianto, mentre i carabinieri della compagnia di Merate stanno sentendo alcuni testimoni che potrebbero avere visto la Bmw sfrecciare lungo via Aldo Moro nei minuti precedenti all'impatto.
L'attività investigativa si concentra anche sulla raccolta di elementi tecnici, come la verifica dello stato degli pneumatici e delle condizioni meccaniche dell'auto, per stabilire se un eventuale guasto abbia potuto concorrere, insieme alla velocità e alle condizioni del manto stradale, a determinare la perdita di controllo.
La comunità locale resta scossa dall'accaduto, e i due giovani, le cui famiglie sono state immediatamente informate, lasciano un vuoto profondo tra amici e conoscenti che li descrivono come due ragazzi solari, legati da una forte amicizia e uniti dalla passione per i motori.
Le operazioni di rimozione del veicolo e di messa in sicurezza della struttura interessata sono proseguite fino a tarda notte, mentre la strada è rimasta chiusa al traffico per consentire gli accertamenti e i rilievi da parte della polizia locale, che ha gestito la viabilità nelle ore immediatamente successive allo schianto.
L'ennesima tragedia della strada, che porta il conto delle vittime sulle strade lecchesi a un triste aggiornamento, richiama l'attenzione sulle condizioni di sicurezza di quel tratto di via Aldo Moro, dove le auto, in uscita dalla zona industriale, tendono a mantenere velocità elevate, e dove le protezioni laterali sono state giudicate dai residenti come insufficienti a contenere eventuali fuoriuscite di carreggiata.
Non resta che attendere gli esiti degli accertamenti che i carabinieri renderanno noti nei prossimi giorni, quando la ricostruzione degli eventi potrà contare su un quadro completo degli elementi raccolti.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
