Antonelli: "Sogno il Mondiale, ma resto con i piedi per terra. La F1 è una bolla, cerco la normalità"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
A tre giorni dal Gran Premio d'Austria, Andrea Kimi Antonelli si racconta in una lunga intervista concessa a Repubblica, e lo fa con la maturità di chi, nonostante abbia appena diciannove anni, si trova già a gestire il peso di un'intera nazione. Il pilota della Mercedes, saldamente in testa al Mondiale di Formula 1 con 41 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, non nasconde l'ambizione di riportare il titolo iridato in Italia, ma ribadisce con forza l'importanza di mantenere i piedi ben piantati per terra.
"So che ci sono aspettative anche molto alte, mi fa piacere il supporto e sono onorato di poter rappresentare l'Italia. Bello salire col tricolore sul gradino più alto del podio, cercherò di ripetermi perché all'Italia manca da tanto un pilota che vince il campionato: a me piacerebbe essere il prossimo", ha dichiarato il giovane bolognese, ormai diventato un simbolo dello sport italiano.
La lezione di Barcellona e il problema affidabilità
L'ultimo Gran Premio di Barcellona, però, ha rappresentato una doccia fredda per la Mercedes e per lo stesso Antonelli, costretto al ritiro a pochi giri dal traguardo a causa di un guasto alla batteria. Un ko che ha permesso a Hamilton, con la sua Ferrari, di accorciare le distanze in classifica, interrompendo una striscia di cinque vittorie consecutive del pilota italiano.
Interrogato sulla questione, Antonelli si è mostrato pragmatico: "In questo weekend dovremmo avere un pacco batteria nuovo con gli aggiornamenti in tema di affidabilità, quindi speriamo che sia tutto a posto perché tra Canada e Spagna abbiamo perso un bel po' di punti come squadra". Un problema, quello delle power unit, che ha messo in allarme anche il team principal Toto Wolff, il quale ha sottolineato come la squadra non possa permettersi guasti di questa regolarità nella lotta per il titolo.
Una bolla chiamata Formula 1
Nonostante la pressione e gli impegni da top driver, Antonelli rivela un desiderio inaspettato: la ricerca della normalità. Il 19enne racconta di come la Formula 1 sia spesso una "bolla" lontana da tutto e da tutti, e di come cerchi di ancorarsi alla sua vita di sempre per non perdersi. "Rientrare mi serve a fare la vita di un ragazzo normale. Lo sport agonistico ti fa maturare in fretta, lavori con gente più grande, devi rispettare standard e regole, avere disciplina", ha spiegato.
Il confronto con i suoi coetanei è un tema ricorrente: "Continuo a divertirmi con i miei amici però mi accorgo di essere diverso. Penso in un modo diverso e sento la distanza. Per accorciarla, cerco di comportarmi come un ragazzino". Una consapevolezza che il pilota attribuisce alla sua famiglia, che gli ha trasmesso valori come l'umiltà e l'autenticità, fondamentali per non montarsi la testa.
Un leader consapevole
La posizione di leader del campionato mondiale è un'ulteriore responsabilità per Antonelli, che però preferisce non focalizzarsi troppo sulla classifica. "La stagione è ancora lunghissima, sono tanti i punti in palio, può succedere di tutto", ha dichiarato. D'altronde, il pilota della Mercedes sa bene che il sogno iridato passa attraverso il lavoro quotidiano e la capacità di rimanere concentrati, senza lasciarsi distrarre dal clamore mediatico.
Con un vantaggio consistente ma non ancora decisivo su un avversario del calibro di Hamilton e con una vettura che deve ancora risolvere alcuni problemi di affidabilità, le prossime gare, a partire dall'Austria, saranno fondamentali per capire se l'impresa di riportare il titolo in Italia dopo tanti anni possa realmente diventare realtà.




