Bulega vince ad Assen ma Lecuona gli tiene testa: la pioggia non ferma il “rullo” Ducati

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era ancora accaduto, in questo inizio di mondiale Superbike 2026, che qualcuno riuscisse a impensierire davvero Nicolò Bulega. Il round di Assen, terzo appuntamento stagionale dopo le doppiette solitarie di Phillip Island e Portimao, ha regalato una Gara-1 diversa dal solito: il meteo, con quella pioggerellina leggera ma fastidiosa capace di cambiare le traiettorie in un battibaleno, ha trasformato il TT Circuit in un campo di battaglia tattico. Alla fine, sotto la bandiera a scacchi, è stata ancora una volta la Panigale V4 R del pilota italiano a sfrecciare per prima, conquistando l’undicesima vittoria consecutiva e portando a 61 lunghezze il vantaggio in classifica. Tuttavia, a differenza delle precedenti corse, il successo non è stato affatto scontato.

Lecuona osa, Bulega gestisce: la svolta al 19º giro

Il compagno di squadra Iker Lecuona, ex pilota Honda, ha deciso di non fare da sparring partner. Lo spagnolo, più aggressivo del solito, è partito davanti a Bulega e, dopo essere stato superato, ha continuato a tallonarlo senza concedergli un attimo di respiro. Al quindicesimo giro, complice l’arrivo della pioggia, Lecuona ha addirittura ripreso la testa della corsa. Bulega, da par suo, ha scelto una strategia attendista: lo ha lasciato giocare per qualche tornata, osservando l’asfalto e valutando il reale pericolo dell’umidità. Quando ha capito che la pista non presentava tratti veramente bagnati, ha ingaggiato una bella lotta, infilandolo con decisione al diciannovesimo passaggio e scappando via con un margine di 1”618. Una dimostrazione di pazienza e potenza, che parla di un pilota capace di leggere la gara anche quando le condizioni esterne provano a metterlo in difficoltà.

Ducati straripante: quattro Panigale nei primi quattro posti

Il dominio della casa di Borgo Panigale sul circuito olandese è sotto gli occhi di tutti. L’ordine d’arrivo di Gara-1 non lascia spazio a interpretazioni: quattro Panigale V4 R si sono piazzate nei primi quattro posti della classifica finale. A completare il podio, dietro a Bulega e Lecuona, è salito Sam Lowes, che ha così festeggiato un terzo posto di prestigio precedendo l’altro ufficiale Aruba, Alvaro Bautista. Per Lowes, reduce da un avvio di stagione non esaltante, si tratta di un risultato importante che lancia una sfida silenziosa ai compagni di marca. Il divario tecnico – almeno su questa pista – appare al momento incolmabile per le altre case: la gestione delle gomme in condizioni miste e la potenza erogabile in uscita dai curvoni veloci di Assen hanno fatto la differenza, come già visto nelle precedenti tappe.

Pioggia e tattica: quando la “voce del padrone” si fa sentire

L’episodio chiave della corsa resta quello legato all’arrivo della pioggerellina. In molti, osservando Lecuona al comando al quindicesimo giro, hanno pensato a un possibile colpo di scena. Invece Bulega ha dimostrato di avere una marcia in più anche nella gestione dell’incertezza: ha lasciato passare lo spagnolo, lo ha studiato per quattro giri – durante i quali Lecuona non è riuscito ad allungare – e poi lo ha ripreso con una manovra netta. La “voce del padrone”, come qualcuno l’ha definita, si è fatta sentire proprio nel momento più delicato. Nessun errore, nessun patema; solo la certezza che, anche quando qualcuno prova a mettergli il muso davanti, il campione in carica sa aspettare il momento giusto per colpire. Il mondiale, con questo risultato, prende una piega sempre più netta: il vantaggio di 61 punti inizia a essere pesante per gli inseguitori, costretti a inseguire un pilota che non sbaglia mai, nemmeno quando la pioggia prova a mescolare le carte.

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