Marathon, un debutto in salita per Bungie: critiche sulla media Metacritic più bassa di sempre e il confronto con Arc Raiders

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’attesa attorno a “Marathon”, il nuovo sparatutto di Bungie tornato dopo un rinvio di sei mesi e un passato da reboot di un classico anni Novanta, si è trasformata in un avvio a dir poco contraddittorio. Se da un lato il gunplay inconfondibile dello studio e la direzione artistica curatissima vengono elogiati da chi lo ha provato, dall’altro i numeri e le prime valutazioni raccontano una storia ben più complessa e ricca di sfumature, posizionando il gioco in cima a una classifica che nessuno avrebbe voluto guidare. Su Metacritic, nonostante le recensioni della critica siano state volutamente posticipate su richiesta della stessa software house in attesa dell’arrivo di contenuti endgame più Corposi previsti per fine marzo, la media delle poche testate che hanno già pubblicato un verdetto è di 72, un punteggio che, seppur basato su un campione ancora ridotto di una dozzina di giudizi, rappresenta il gradimento più basso mai registrato per un’opera firmata Bungie nell’intera storia dell'aggregatore.

Numeri solidi su Steam ma l'ombra di Arc Raiders e le perplessità degli utenti

Il lancio del 5 marzo su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S ha fatto registrare un picco di giocatori simultanei su Steam pari a 88.337 unità, un dato che, se contestualizzato, appare come un’arma a doppio taglio. È un numero rispettabile per un Titolo dal costo di quaranta dollari, lontano anni luce dai fasti dei free-to-play, ma che impallidisce se paragonato ai numeri monstre del suo competitor diretto, “Arc Raiders” di Embark Studios, capace di toccare quota 460.000 utenti in contemporanea al lancio dello scorso ottobre. A complicare il quadro ci pensano le recensioni degli utenti: mentre su Steam il gioco galleggia attorno a un lusinghiero 88% di gradimento, sul sito di Metacritic la situazione è capovolta, con un punteggio della community fermo a un deludente 4.5, affossato da un 57% di voti negativi che lamentano un'interfaccia confusionaria e una longevità ancora tutta da dimostrare.

La divergenza tra i due aggregatori è sintomatica di un pubblico spaccato. Chi apprezza “Marathon” ne esalta la tensione costante e la necessità di prendere decisioni intelligenti in pochi secondi, ma la curva di apprendimento è ripida e il modello di gioco, un extraction shooter PvPvE dove l’obiettivo è entrare, saccheggiare e fuggire prima di essere eliminati, non perdona. A differenza di “Arc Raiders”, che grazie a un sistema di matchmaking permette di orientarsi maggiormente verso scontri con l’ambiente o con altri giocatori a seconda delle preferenze, “Marathon” spinge senza mezzi termini sul conflitto tra giocatori, rendendo ogni partita una potenziale trappola e scoraggiando di fatto l’utenza più casual.

Il plauso inaspettato della concorrenza e la rinascita post-playtest

Eppure, non tutto è negativo. La stessa Bungie, forte dell’esperienza maturata con “Destiny 2”, ha dimostrato una reattività non comune nel recepire le critiche piovute copiose durante i playtest dello scorso anno, quando il gioco era stato letteralmente fatto a pezzi dalla community. In pochi mesi, lo studio ha rivisto meccaniche e bilanciamento, un lavoro certosino che non è passato inosservato nemmeno ai piani alti della concorrenza. In un’intervista rilasciata a GamesIndustry.biz, Patrick Söderlund, CEO di Embark Studios, ha speso parole di elogio per il team di Bungie, definendo “insolito” e “davvero ben fatto” il lavoro di restyling che ha permesso di trasformare quelli che sembravano problemi strutturali in un prodotto finito solido in un lasso di tempo così breve. Un riconoscimento che vale quasi più di una recensione, perché arriva da chi, ogni giorno, sviluppa il gioco che in questo momento domina il genere.

C’è chi, come Paul Tassi di Forbes, ha raccolto voci di corridoio da fonti interne a Bungie, dipingendo un quadro di cauto ottimismo: il team è consapevole che questa “maratona” (gioco di parole voluto) è solo all’inizio. La strada è lunga e passa obbligatoriamente dalla fidelizzazione di quei 90.000 giocatori iniziali, molti dei quali, stando ai dati della prima settimana, hanno già mostrato un calo del 25% di attività. La software house, forte di una roadmap già annunciata che prevede stagioni della durata di tre mesi con l’aggiunta di contenuti gratuiti e l’introduzione di una modalità classificata, punta tutto sul lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è mantenere il gioco “pericoloso” e i bottini “significativi” attraverso reset stagionali che azzerano progressi e equipaggiamento, una scelta coraggiosa che obbliga i giocatori a ricominciare da capo ogni volta, tenendo al sicuro solo la propria abilità e i cosmetici sbloccati.

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