Marathon, il server slam tra luci, ombre e la strana censura di “Arc Raiders”

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il tempo delle chiacchiere, per Bungie, è finito o quasi. Con il server slam iniziato giovedì 26 febbraio, lo studio americano ha aperto le porte del suo Marathon a un’ondata di giocatori desiderosi di mettere le mani sull’extraction shooter prima del lancio ufficiale, fissato per il 5 marzo su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Un test tecnico, certo, ma anche e soprattutto un primo, vero banco di prova per tastare il polso all’utenza dopo mesi di polemiche e paragoni, talvolta impietosi, con il competitor di punta del genere, quel ARC Raiders di Embark Studios che continua a macinare record e consensi. E se i numeri, almeno sulla piattaforma Valve, sorridono a Bungie con un picco di oltre 143mila giocatori in contemporanea, a emergere dal fine settimana di prova è un quadro assai più complesso e sfaccettato, dove l’entusiasmo per il comparto artistico e lo sparatutto in sé si scontra con critiche precise e rumorose.

Il dato più rilevante, che ha subito attirato l'attenzione degli addetti ai lavori, non è però solo il numero di accessi, quanto piuttosto la natura del feedback che sta montando tra i partecipanti. Se da un lato si elogia quasi unanimemente la sensazione delle armi, il cosiddetto gunplay che ha fatto la fortuna di Bungie fin dai tempi di Halo, e una direzione artistica cyberpunk giudicata ispirata, dall'altro lato il fronte del malcontento si concentra su un elemento specifico e, a detta di molti, ostico: l'interfaccia utente. La si descrive come macchinosa, poco intuitiva, un labirinto di sottomenù e icone dalla leggibilità complessa che costringerebbe il giocatore a troppe soste forzate tra una partita e l'altra. Persone del calibro di Tyler "Ninja" Blevins, uno dei volti più noti del settore, hanno commentato in live streaming quella che hanno definito una delle interfacce "più complesse" mai viste, paragonandola più a quella di un GDR so che a quella di uno sparatutto essenziale e immediato.

Parallelamente alle questioni di gameplay e usabilità, un vero e proprio polverone si è alzato attorno a una scoperta fatta dai giocatori più curiosi: il filtro anti-linguaggio della chat di gioco, per le prime ore del server slam, sembrava censurare sistematicamente il nome del rivale diretto. Scrivere "Arc Raiders" come singola frase, infatti, produceva una serie di asterischi, mentre le stesse parole digitate separatamente passavano senza problemi. La reazione della comunità, come prevedibile, non si è fatta attendere e in molti hanno gridato alla scorrettezza, vedendoci un tentativo goffo di limitare il passaparola positivo sul gioco di Embark Studios. Bungie, dal canto suo, è intervenuta rapidamente, rimuovendo il blocco nel giro di poche ore, ma lo ha fatto con una comunicazione che ha lasciato interdetti più di un osservatore. L’account ufficiale del gioco, infatti, ha risposto alle accuse pubblicando uno screenshot della chat con su scritto "Arc Raiders is awesome. 2 cakes!", un riferimento a un meme sul confronto nell'arte, ma senza fornire alcuna spiegazione ufficiale sulle ragioni tecniche o meno di quella censura iniziale.

La vicenda, che poteva chiudersi come un incidente di percorso o un banale errore del sistema di moderazione automatica (come accaduto in passato per la beta di Call of Duty: Black Ops 7), ha invece riacceso i riflettori sulla tensione latente tra i due titoli. La risposta di Bungie, ironica nella forma ma vaga nella sostanza, ha fatto storcere il naso a qualcuno, mentre l'account ufficiale di ARC Raiders ha colto la palla al balzo per rispondere con sportività, invitando i "Runner" di Marathon a farsi trovare un posto sulla navetta, in un chiaro richiamo al proprio immaginario di gioco. Una schermaglia social che, al di là della portata reale, testimonia quanto la competizione per il trono degli extraction shooter sia sentita, e non solo tra le fanbase.

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