Mattarella al Milite Ignoto: "Servono una Difesa europea e uno strumento militare adeguato"
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Redazione Interno
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Roma si è svegliata nel silenzio solenne di una ricorrenza che, quest'anno, sembra gravata da un peso particolare, quello della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Sotto un cielo limpido e immobile, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto, un gesto carico di simbolismo che va ben oltre la ritualità istituzionale, toccando il cuore stesso del sacrificio collettivo di una nazione. Alla cerimonia, svoltasi come di consueto all’Altare della Patria, hanno preso parte le più alte cariche dello Stato, in un quadro di formale compostezza che non riusciva però a celare la percezione diffusa di un'epoca segnata da tensioni.
Un monito dalle parole del Presidente
È stato proprio il Capo dello Stato, nel suo intervento, a dare voce a questa inquietudine, articolando un discorso che, partendo dalla memoria storica, si è proiettato con lucidità verso le sfide del presente. “Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo”, ha dichiarato Mattarella, sottolineando come essi stiano “interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra”. Riferendosi esplicitamente al “sanguinoso conflitto scatenato dall'aggressione all'Ucraina da parte della Federazione Russa”, il Presidente ha indicato senza ambagi la necessità di “un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare”, individuando nella creazione di “una comune forza di difesa europea” l’argine più solido contro il proliferare delle crisi. Una visione, la sua, che non esclude ma anzi rafforza la “stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica”, considerata un pilastro irrinunciabile per la sicurezza italiana ed europea.
La cornice storica e l'attualità delle minacce
Quella del 4 novembre è una data che affonda le sue radici in un passato ormai lontano, il 1918, quando si completava con la vittoria di Vittorio Veneto il ciclo delle campagne per l'Unità d'Italia. Mattarella, in un messaggio inviato al ministro della Difesa Guido Crosetto, ha voluto riservare “un commosso pensiero a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l'Italia”, un tributo doveroso che però non si limita alla rievocazione. Le sue parole, infatti, sembrano trovare una risonanza immediata nelle valutazioni del ministro Crosetto, il quale ha osservato, con realismo, che “oggi la pace non è più scontata”, un’ammissione che segna un distacco netto dai decenni di relativa stabilità nel continente.
La celebrazione nelle Marche
La giornata commemorativa ha trovato un suo secondo, significativo momento ad Ancona, dove il Presidente Mattarella si è recato per partecipare alla cerimonia tenutasi al Porto antico. All’evento, oltre al ministro Crosetto, hanno preso parte autorità civili e militari, istituzioni locali e rappresentanze scolastiche, a testimonianza di un sentimento di unità che dalla capitale si irradia verso il resto del paese. Anche in questa cornice, lontana dalla maestosità del Vittoriano, il ricordo dei caduti si è intrecciato con la consapevolezza delle responsabilità presenti, in un contesto internazionale che richiede, come ha auspicato il Quirinale, una vigilanza costante e una capacità di risposta collettiva.




