Saakashvili dal carcere, “Solo il popolo può salvare la Georgia dai russi”
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Redazione Esteri
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Mikheil Saakashvili, ex presidente georgiano, attualmente detenuto dal 2021, ha rilasciato la sua prima intervista dopo le recenti elezioni in Georgia, sottolineando che solo l'unità e la protesta del popolo georgiano possono salvare il Paese dall'influenza russa. Saakashvili, nonostante la prigionia, rimane una figura centrale del Movimento Nazionale Unito (Unm), una delle principali forze politiche in Georgia.
Il recente riconteggio dei voti, effettuato in seguito alle contestate elezioni parlamentari, ha confermato la vittoria del partito al potere, Sogno Georgiano, che si presenta come l'unico baluardo contro un destino simile a quello dell'Ucraina, in guerra con la Russia dal febbraio 2022. La Georgia, infatti, ha già subito un'invasione russa durante la breve guerra del 2008, un conflitto che ha lasciato cicatrici profonde nel Paese.
La Russia, storica potenza della regione, mantiene basi militari in due regioni separatiste georgiane, l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud, di cui ha riconosciuto l'indipendenza. Il riconteggio, che ha riguardato circa il 12% dei seggi elettorali e il 14% delle schede, non ha portato a modifiche significative nei risultati ufficiali precedentemente annunciati, secondo quanto dichiarato dalla commissione elettorale.
Nel frattempo, il percorso della Georgia verso l'Unione Europea sembra sempre più incerto. La Commissione Europea, nel suo report annuale sull'allargamento, ha criticato duramente la linea di condotta del governo di Tbilisi, affermando che questa mette a rischio il processo di adesione del Paese all'UE.




