Capodanno nella capitale, una notte tra fuochi e vandalismi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’inizio del 2026 ha lasciato a Roma, come un’impronta indelebile e sinistra, i segni di una festività trasformatasi in un susseguirsi di episodi violenti e di deliberato vandalismo, che dal centro monumentale si sono propagati verso le periferie, confermando un clima di tensione ormai cronico in occasione delle ricorrenze. La notte di Capodanno, che avrebbe dovuto essere un momento di conviviale speranza, è stata invece caratterizzata da una follia collettiva che ha visto protagonisti gruppi di giovani, i cosiddetti “maranza”, impegnati in una prova di forza contro la quiete pubblica e le istituzioni.

Episodi di violenza dal Colosseo alle periferie

Il cuore antico della città, la zona del Colosseo, è divenuto il palcoscenico di risse tra comitive, mentre – secondo quanto ripreso da alcuni video – venivano lanciati fuochi d’artificio non più in cielo ma ad altezza d’uomo, in direzione di altri ragazzi e di semplici passanti, in un gioco pericoloso che ha immediatamente innescato la reazione degli astanti. Altrove, come nel quartiere di Torrevecchia – area già nota per regolamenti di conti tra bande di spacciatori – la protesta teppistica ha assunto toni ancora più accesi, con barricate incendiate in strada e botti esplosi contro le forze dell’ordine intervenute per ripristinare un minimo di controllo.

Il bilancio dei danni materiali

Oltre alla conta dei feriti, che ha registrato numeri comunque preoccupanti sebbene in leggero calo rispetto all’ultimo anno, la capitale si è risvegliata con un panorama urbano devastato. L’Ama, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, ha stimato in circa duecentocinquanta i cassonetti dati alle fiamme, ridotti a cumuli informi di plastica fusa e annerita che punteggiavano marciapiedi e strade, offrendo l’immagine spettrale di un incendio diffuso e pianificato, il cui costo – sia economico che in termini di decoro – ricadrà sull’intera collettività.

La risposta delle forze dell'ordine e il clima di paura

La polizia, come accennato, è stata attivamente impegnata in più punti della città per contrastare gli episodi più gravi e per identificare i responsabili dei lanci di petardi, vero e proprio elemento di pericolo per l’incolumità delle persone. Parallelamente, l’episodio torinese legato al gruppo Askatasuna, che ha creato panico con una prova di forza, e la scelta di molti milanesi di disertare le piazze tradizionali dei festeggiamenti per timore di guai, completano il quadro di un Capodanno nazionale in cui la paura e la prevaricazione hanno spesso soffocato il desiderio di festa.

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