Amazon archivia i droni in Italia, Prime Air vola solo oltreoceano
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Redazione Economia
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La promessa di vedere i pacchetti calati dal cielo, sospesi al rombo di un drone, si è improvvisamente dissolta per l'Italia. Amazon, dopo un'attenta valutazione, ha deciso di interrompere ogni attività legata al progetto Prime Air nel nostro paese, comunicando formalmente all'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, la rinuncia a procedere con la sperimentazione. La società, che ha il suo quartier generale a Seattle, ha motivato la scelta affermando che l'attuale contesto operativo italiano non garantisce quelle condizioni ritenute fondamentali per perseguire gli obiettivi di lungo termine del servizio. Una decisione, questa, che giunge a pochi mesi dal primo volo dimostrativo effettuato a San Salvo, in Abruzzo, evento che aveva acceso non poche aspettative circa un futuro prossimo di consegne aeree.
Una sperimentazione che si ferma prima di decollare
La scelta dell'azienda fondata da Jeff Bezos rappresenta una battuta d'arresto netta, la quale, come spesso accade in simili circostanze, lascia intendere come dietro le dichiarazioni ufficiali si celino valutazioni complesse di fattibilità economica e regolatoria. L'Abruzzo, che pure aveva ospitato con interesse la presentazione del dicembre scorso, si trova dunque privato di quello che era stato presentato come un laboratorio d'avanguardia per le consegne del futuro. La sospensione, del resto, non è stata motivata con dettagli tecnici specifici, ma con una generica – seppur significativa – carenza delle "condizioni necessarie", una formula che racchiude probabilmente un insieme di fattori, dalla normativa alla logistica sul territorio, che non hanno convinto gli strateghi dell'azienda a investire ulteriormente.
Oltreconfine il servizio procede senza intoppi
La marcia indietro nel nostro paese stride, non poco, con l'entusiasmo che Amazon continua a manifestare per lo stesso identico servizio in altre nazioni. Negli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha recentemente insediato la sua amministrazione, e nel Regno Unito, il programma Prime Air procede infatti senza segnali di flessione, anzi, secondo quanto riportato dalla stessa multinazionale, i test di volo e le prime consegne commerciali stanno ottenendo risultati positivi e un buon riscontro tra gli utenti finali. Questo divario di trattamento evidenzia come le decisioni delle grandi ration tecnologiche siano dettate da calcoli estremamente pragmatici, legati a singoli mercati, e come l'Italia, in questo caso, non sia riuscita a presentarsi come un terreno sufficientemente fertile per un'iniziativa ad alto tasso di innovazione.
Le implicazioni di uno stop annunciato
La comunicazione all'Enac, per quanto asciutta, chiude di fatto un capitolo che era appena stato aperto, spostando altrove lo sguardo verso quel futuro della logistica ultimo miglio che sembrava poter atterrare anche da noi. La rinuncia, per come è stata gestita, lascia intendere che non si tratti di una semplice pausa riflessiva, bensì di una chiusura definitiva del progetto per il mercato italiano, almeno nella sua forma attuale. Restano da comprendere appieno, al di là delle dichiarazioni di facciata, quali siano stati gli ostacoli ritenuti insormontabili, una riflessione che tocca inevitabilmente il tema della capacità del paese di attrarre e trattenere investimenti in tecnologie all'avanguardia, settore in cui la competizione globale è ormai spietata.




