Amazon interrompe i test sui droni in Italia dopo l'accordo fiscale da 511 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La decisione, giunta inattesa e con effetto immediato, segna un brusco dietrofront sulle ambiziose sperimentazioni di consegna aerea che avevano nel sito di San Salvo, in Abruzzo, il proprio avamposto nazionale. L'annuncio della sospensione del progetto "Prime Air" arriva infatti a pochi giorni di distanza dalla chiusura del maxi-contenzioso con l'erario italiano, un accordo da oltre mezzo miliardo di euro che ha posto fine a una lunga vertenza su presunte irregolarità Iva. Sebbene l'azienda di Seattle parli di una mera "revisione strategica" e motivi la scelta con ragioni di policy aziendale, il sincronismo degli eventi non può non sollevare interrogativi, suggerendo una connessione diretta tra le due vicende.

Le dichiarazioni ufficiali e lo scenario operativo

L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, come si evince da una sua nota, ha preso atto della comunicazione formale inviata da Amazon, la quale ha rinunciato alla certificazione di operatore per aeromobili leggeri senza pilota, la cosiddetta Luc. L'Enac, da parte sua, ha voluto sottolineare come il lavoro tecnico congiunto sia stato proficuo, quasi a marcare una discontinuità tra i meriti operativi del progetto e le ragioni strategiche che ne hanno decretato l'arresto. L'ente ha altresì specificato che il cosiddetto "U-Space" di San Salvo, lo spazio aereo dedicato ai droni, diverrà comunque operativo a partire dal primo gennaio prossimo, sebbene privato del suo attore più emblematico. Amazon, dal canto suo, ha indicato di aver scelto di avviare le operazioni commerciali e il percorso di certificazione in un altro paese dell'Unione Europea, senza però precisare quale.

Il contesto delle inchieste fiscali e gli sviluppi giudiziari

Lo stop abruzzese si innesta in un quadro ben più ampio e complesso di tensioni con le autorità finanziarie italiane. La chiusura del contenzioso per 511 milioni, infatti, non esaurisce il capitolo delle indagini sulla piattaforma. La Procura di Milano conduce un'inchiesta separata, di ben altra portata, che ipotizza una frote fiscale da 1,2 miliardi di euro. L'ipotesi investigativa, che ha già portato a perquisizioni e sequestri preventivi, verte sul mancato versamento dell'Iva da parte di numerosi rivenditori esteri, in particolare cinesi, attivi sulla marketplace. Queste attività, secondo gli investigatori, avrebbero sfruttato meccanismi opachi nella localizzazione dei magazzini e nella gestione dei flussi logistici, generando un danno erariale ingente. L'attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle responsabilità di presunti dirigenti, esaminando il possibile ruolo dell'azienda nell'architettura di un sistema considerato fraudolento.

Le conseguenze pratiche e il futuro del sito

Con la ritirata di Amazon, svanisce nel breve termine la prospettiva concreta di vedere i droni Mk30, l'ultimo modello sviluppato dal gruppo, solcare i cieli italiani per recapitare pacchi in tempi record. Il progetto, che avrebbe dovuto vedere una fase pilota avanzata nella primavera del 2026, viene dunque congelato. Resta in piedi l'infrastruttura tecnica e regolatoria dell'U-Space, che l'Enac si augura possa attrarre altri operatori, magari di minori dimensioni, interessati a testare servizi di consegna o altre applicazioni innovative. La vicenda, nel suo complesso, delinea un quadro in cui le strategie di innovazione tecnologica di un colosso globale si scontrano, e talvolta si piegano, a dinamiche di tipo giudiziario e fiscale nazionali, mostrando come i confini del digitale siano sempre più definiti dalle legislazioni locali.

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