Brann-Bologna 0-1, la rete di Castro vale il primo sorriso europeo per l’Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Bologna di Vincenzo Italiano espugna il gelido stadio di Bergen con un magistrale colpo da biliardo firmato Santiago Castro, imponendosi per 1-0 contro i norvegesi del Brann nell’andata dei playoff di Europa League. Una vittoria di misura, quella maturata sul terreno irto di zolle e difficoltà del Brann Stadion, che proietta i felsinei verso il ritorno al Dall’Ara con un prezioso vantaggio da amministrare. La serata norvegese, complice un manto erboso che complicava non poco la circolazione del pallone, sembrava nascondere più di un’insidia per la formazione emiliana, eppure gli uomini di Italiano hanno dimostrato una maturità e una cinica concretezza che in trasferta, si sa, fanno la differenza. L’avvio dei rossoblù è stato infatti fulminante: al nono minuto, una disattenzione norvegese sulla trequarti ha permesso a Federico Bernardeschi di intercettare un rinvio sbagliato, servendo di fatto un pallone d’oro sulla sinistra per Nicolò Cambiaghi. Il cross morbido e teso del numero 28, una vera e propria pennellata, ha trovato l’inserimento perfetto di Santiago Castro, il quale, defilato sul lato sinistro dell’area, ha lasciato partire un diagonale mancino preciso e angolato sul quale il portiere di casa Mathias Dyngeland non ha potuto opporre resistenza. Una partenza sprint che ha gelato immediatamente il pubblico scandinavo e messo la contesa su binari decisamente favorevoli agli ospiti.

La reazione del Brann, però, non si è fatta attendere e ha trovato nella coppia centrale formata da Jhon Lucumí e Martin Vitik un muro invalicabile, capace di respingere ogni tentativo di riaprire la partita. I difensori del Bologna, come sottolineato da più osservatori, hanno letteralmente annullato il pericolo numero uno norvegese, quell’Holm che cercava costantemente il duello fisico, e quando il centravanti è riuscito a liberarsi, è stato bravo Skorupski a dire di no. Il portiere polacco, chiamato in causa al ventitreesimo, ha prima respinto con un ottimo riflesso la deviazione di testa di Myhre su calcio d’angolo e poi, con un vero e proprio colpo di reni, ha neutralizzato il tap-in a tu per tu di Thorsteinsson, conservando così il prezioso vantaggio. Una parata doppia, quella dell’estremo difensore rossoblù, che vale tanto quanto una marcatura, dimostrando come la solidità difensiva sia stata la chiave per portare a casa il risultato in una piazza difficile come Bergen. D’altronde, la squadra di Italiano ha retto l’urto e, pur soffrendo la pressione costante dei padroni di casa, non ha mai concesso il fianco a quelle ripartenze che avrebbero potuto rivelarsi letali su un campo così insidioso.

Nella ripresa, l’allenatore del Bologna ha optato per un doppio cambio che ha ulteriormente alzato il tasso tecnico della squadra, inserendo Riccardo Orsolini e Thijs Dallinga al posto di un Castro dolorante per una gomitata alla tempia e di Bernardeschi. Proprio i due subentranti hanno dato nuova linfa alla manovra offensiva: Orsolini, con la sua verve e la sua capacità di saltare l’uomo, ha più volte impensierito la difesa avversaria, impegnando Dyngeland in un paio di circostanze, mentre Dallinga, pur mostrando qualche indecisione sottoporta, si è reso pericoloso in almeno due occasioni, non riuscendo però a sfruttare al meglio i cross invitanti di Juan Miranda. La mole di gioco prodotta dai felsiniani nella seconda frazione, seppur meno concreta del necessario, ha comunque avuto il merito di allontanare la pressione norvegese e di portare la gara verso una conclusione che premia la sostanza e la maturità di un gruppo che, nonostante le tante defezioni e un momento complessivamente complicato, ha saputo trovare la prestazione di carattere che serviva. I cambi effettuati da Italiano, tra cui anche l’ingresso di Pobega e Sohm, hanno dato freschezza e fisicità a centrocampo, permettendo al Bologna di gestire senza affanni i minuti conclusivi.

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