Torino si blocca, il Bologna ritrova il sorriso: all'Olimpico decide un guizzo di Castro
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Redazione Sport
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Cercavano una svolta, i rossoblù, dopo un periodo complicato fatto di risultati altalenanti e di qualche prestazione, a dire dei diretti interessati, non del tutto negativa ma certamente poco proficua in termini di classifica. E l'hanno trovata, questa svolta, tra le mura amiche—o meglio, nemiche—di un Olimpico Grande Torino che per l'occasione si presentava con una macchia ben visibile, quella della Curva Maratona lasciata volutamente vuota dai tifosi granata in segno di protesta nei confronti della società e del presidente Urbano Cairo. Un silenzio assordante, quello delle tribune, che ha fatto da cornice a una partita decisa tutta nella ripresa, quando il campo ha finalmente preso la parola offrendo una girandola di emozioni e di colpi di scena. Il Bologna, trascinato da un Santiago Castro sempre più decisivo e da un Federico Bernardeschi ispirato, è riuscito a interrompere una serie negativa che durava da quattro sconfitte consecutive in campionato, dimostrando di avere quella concreteza che, come sottolineato più volte dal tecnico Vincenzo Italiano, era mancata nelle ultime uscite.
Un primo tempo di sostanza e poi l'improvviso risveglio nella ripresa
La prima frazione di gioco, in realtà, non regalava particolari sussulti, con le due squadre che sembravano studiarsi più che affrontarsi a viso aperto. Il possesso palla era piuttosto equilibrato e le vere occasioni da gol si contavano sulle dita di una mano: un tentativo di Bernardeschi, che costringeva Paleari a un intervento non troppo complicato, e una conclusione a giro di Rowe, che lambiva il palo senza però trovare la via della rete. I rossoblù, nel complesso, provavano a fare la partita, ma senza riuscire a perforare il muro eretto dai padroni di casa. L'impressione, tuttavia, era che la squadra di Italiano avesse qualcosa in più dalla metà campo in su, una sensazione che trovava pieno compimento al rientro dagli spogliatoi. Al 49', infatti, un'azione manovrata sulla sinistra vedeva protagonista proprio Rowe: il suo cross rasoterra verso il centro dell'area veniva deviato dal numero dieci granata, Nikola Vlasic, che nel tentativo di anticipare Nikola Moro infilava beffardamente il proprio portiere. Un autogol che sbloccava il match e che gettava nello sconforto il Torino, il quale però non ci stava a perdere la partita tra le mura amiche.
La reazione dei granata era veemente e trovava il suo epilogo naturale al minuto 62, quando Duvan Zapata, entrato da poco, faceva valere la sua fisicità e andava al tiro dal limite. La respinta non perfetta di Lukasz Skorupski, fin lì sostanzialmente inoperoso, si trasformava in un assist per lo stesso Vlasic, il quale si riscattava immediatamente dall'autorete infilando il pallone in rete per l'1-1. Un passaggio dall'inferno al paradiso per il croato, che in tredici minuti viveva due volti opposti del calcio. Il pareggio, tuttavia, non scoraggiava il Bologna, anzi, ne stimolava l'orgoglio. I ragazzi di Italiano, come avrebbe poi dichiarato lo stesso tecnico, non si sono depressi e hanno continuato a giocare con la testa e con la convinzione di potersela giocare.
La giocata decisiva di Castro e i segnali di crescita per i felsinei
Ed è proprio nel momento di maggiore difficoltà, quando la partita sembrava potesse scivolare via verso un pareggio che avrebbe lasciato l'amaro in bocca, che è venuta fuori la giocata del singolo. Al minuto 70, un'azione che vedeva protagonista assoluto Federico Bernardeschi: il numero dieci, con una giocata d'ispirazione, serviva al centro dell'area Santiago Castro, il quale spalle alla porta si liberava con un movimento felino del difensore e, con un destro di punta preciso e chirurgico, infilava Paleari all'angolino basso. Un gol da attaccante vero, di quelli che pesano come macigni e che valgono tre punti pesantissimi. Per il giovane argentino, messo sotto contratto da pochi giorni, era il settimo sigillo in campionato, a testimonianza di una stagione in continua ascesa. Italiano, nel dopo partita, non ha nascosto la soddisfazione per la prova dei suoi, elogiando in particolare la crescita di alcuni elementi: «Bernardeschi inventa, Rowe guizza, Castro autografa un gol d'autore», ha commentato, sottolineando come la differenza l'abbia fatta la testa e la voglia di non mollare.
Accanto ai riflettori puntati sui goleador, la gara ha offerto anche altre indicazioni positive per l'ambiente rossoblù. La prova di Simon Sohm, alla prima da titolare, è stata promossa a pieni voti: il centrocampista si è distinto per quantità e qualità, sfiorando anche il gol con una conclusione che ha impegnato seriamente Paleari. Menzione anche per Nikola Moro, determinante in mediana, e per João Mário, in crescita dopo un avvio incolore. Dal lato opposto, il Torino di Paolo Baroni vede fermarsi la propria rincorsa dopo due risultati utili consecutivi, confermando quell'andamento a singhiozzo che ne ha caratterizzato l'intera stagione e che tiene i granata in una posizione di classifica tutt'altro che tranquilla. La contestazione dei tifosi, con la curva vuota e i fischi al termine della gara, è un segnale chiaro di un malcontento che serpeggia nell'ambiente e su cui il presidente Cairo dovrà riflettere.




