Bologna, colpo esterno a Bergen: decide un guizzo di Castro, ora il ritorno al Dall’Ara
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Redazione Sport
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Il Bologna di Vincenzo Italiano ha superato l’ostacolo norvegese. Sul campo del Brann, nella gelida serata di Bergen valida per l’andata dei playoff di Europa League, la squadra rossoblù ha imposto la propria qualità, portando a casa un successo di misura per 0-1 che, pur non chiudendo definitivamente il discorso qualificazione, rappresenta un viatico più che incoraggiante in vista del ritorno previsto tra sette giorni al Dall’Ara. Una partita, quella disputata allo stadio Brann, che i felsinei hanno interpretato con il giusto mix di cinismo e sofferenza, consapevoli – come emerso chiaramente dalla cronaca – delle insidie insite in un terreno di gioco dalle condizioni complesse e di un avversario certo non irresistibile ma ostico e roccioso fisicamente.
Un avvio fulminante e la gestione della gara
La sostanza, per una squadra che ambisce a staccare il passaggio del turno, è tutta nel risultato. E il Bologna l’ha costruito con una ripartenza fulminante al nono minuto, quando un’intuizione di Federico Bernardeschi – abile a intercettare un rinvio sbagliato della retroguardia norvegese – ha innescato la percussione di Niccolò Cambiaghi. Il suo assist perfetto per Santiago Castro, defilato sulla sinistra, ha permesso all’argentino di battere il portiere Dyngeland con un diagonale mancino preciso e angolato, la cui traiettoria si è infilata a fil di palo regalando il vantaggio agli emiliani. Una volta in vantaggio, la formazione di Italiano ha però dovuto fare i conti con la reazione del Brann, che al ventitreesimo ha sfiorato il pareggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il portiere Łukasz Skorupski si è superato con una doppia parata prima sul colpo di testa di Mathisen e poi, con un vero e proprio miracolo, sulla successiva deviazione a rete di Thorsteinsson, tenendo inviolata la propria porta. Nella ripresa, l’andamento del match ha visto un Bologna più accorto e votato alla copertura, con i cambi che hanno dato nuova linfa alla manovra, sebbene né Thijs Dallinga, subentrato a Castro, né Riccardo Orsolini siano riusciti a concretizzare le occasioni create per il raddoppio.
Le pagelle: Lucumí e Vitik reggono il muro, qualche difficoltà per Zortea
Analizzando nel dettaglio le prestazioni dei protagonisti scesi in campo al Brann Stadion, emerge con chiarezza come la solidità difensiva abbia rappresentato il fondamentale complemento alla rete di Castro. Jhon Lucumí, in particolare, ha offerto una prova di sostanza e personalità: il centrale colombiano è stato lucido nell’anticipo e puntuale nelle chiusure, spesso in tackle e in duelli fisici sugli attaccanti avversari, annullando di fatto le velleità del pericoloso Holm in coppia con il ceco Martin Vitik, autore anch’egli di una prestazione attenta e grintosa nonostante qualche uscita meno pulita nella costruzione dal basso. Sulla fascia sinistra, Juan Miranda ha garantito spinta e copertura, spesso in combinazione con lo stesso Cambiaghi. Qualche appunto in più, invece, per Stefan Zortea: schierato sulla destra, il suo raggio d’azione è apparso più limitato del solito, probabilmente per un imperativo tattico che gli chiedeva di non scoprirsi eccessivamente, ma l’ex Cagliari ha sofferto le incursioni di Thorsteinsson, mostrando qualche incertezza in fase di spinta e arrivando al cross in una sola circostanza.
L’attacco: Castro decisivo, Cambiaghi prezioso, Orsolini e Dallinga a tratti
Se la difesa ha retto l’urto, è stato l’attacco a fare la differenza nel momento clou. Nicolò Cambiaghi, schierato titolare, ha risposto presente alla chiamata del suo allenatore: sua la giocata decisiva per l’assist del gol, ma anche un contributo generoso in fase di ripiegamento, pressando con intelligenza e sacrificio sulla sinistra. Per Santiago Castro, invece, si tratta del terzo sigillo consecutivo – dopo le marcature in campionato e in Coppa Italia – a testimonianza di un momento di forma eccezionale per l’argentino, la cui partita si è purtroppo interrotta all’intervallo a causa di una gomitata alla tempia rimediata nel primo tempo. Al suo posto è entrato Dallinga, il quale, nonostante un problema alla caviglia, si è reso pericoloso in almeno due circostanze: prima al 59’, quando non è riuscito a coordinarsi al meglio per concludere a rete, poi al 72’, con un tocco sotto misura deviato in angolo da Dyngeland. Ingresso positivo anche per Riccardo Orsolini: l’esterno marchigiano ha alzato il tasso tecnico della manovra, cercando più volte la conclusione personale e mettendo in mezzo cross insidiosi, pur peccando talvolta di eccessivo individualismo in situazioni in cui forse sarebbe stato preferibile servire un compagno meglio piazzato.
La partita in controllo e la prospettiva del ritorno
Al di là dei singoli, ciò che più ha convinto nell’economia della partita è stata la capacità del Bologna di assorbire la pressione del Brann senza andare in affanno. Dopo il vantaggio iniziale, la squadra di Italiano ha controllato il possesso, alternando fasi di palleggio a momenti di maggiore sofferenza, senza però mai disunirsi o concedere varchi pericolosi ai norvegesi, che hanno provato a rendersi minacciosi soprattutto attraverso lanci lunghi e palle inattive. Una gestione matura, quella vista a Bergen, che ha portato i felsinei a chiudere i novanta minuti con la porta inviolata – fattore non trascurabile in ottica doppio confronto – e un vantaggio minimo ma prezioso. Il Brann, dal canto suo, non si è scoperto più di tanto nella ripresa, quasi a voler mantenere inalterato lo svantaggio di una sola rete in vista del return match in terra emiliana, consapevole – avendo già affrontato il Bologna al Dall’Ara nella fase campionato con un pareggio a reti bianche – che l’impresa è ancora possibile. Giovedì prossimo, allo stadio Renato Dall’Ara, servirà un’altra prova di carattere per confermare il passaggio del turno e volare agli ottavi di finale.




