Bologna e Fiorentina, primo round alle italiane: Castro decide a Bergen, i viola aspettano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era affatto scontato, e lo si è visto proprio la sera prima con le difficoltà incontrate dall’Inter in Norvegia, ma il Bologna ha superato indenne l’insidioso scoglio del Brann allo stadio di Bergen, portando a casa un successo di misura per 0-1 che vale oro in ottica qualificazione agli ottavi di Europa League. La formazione di Vincenzo Italiano, chiamata a gestire la pressione di un ambiente caldo e le insidie di un terreno di gioco tutt’altro che perfetto, ha trovato la zampata decisiva dopo appena nove minuti, affidandosi ancora una volta al suo uomo più in forma del momento. L’undici felsineo, che schierava Lucumí e Castro come terminali offensivi di una manovra ragionata, ha così replicato il copione già visto nelle ultime uscite, dimostrando una solidità difensiva che ha consentito di mantenere la porta inviolata per l’intera durata dell’incontro. L’approccio dei rossoblù, a differenza di quanto accaduto in altre circostanze europee recenti, è stato quello giusto: cinico, pratico e mai banale, anche quando nella ripresa i ritmi sono inevitabilmente calati.

A fare la differenza, come spesso accade in queste gare secche di andata, è stato l’episodio. Al nono minuto, un inserimento tempestivo di Santiago Castro, servito da un compagno, ha permesso all’attaccante argentino di battere il portiere norvegese con un sinistro preciso che si è insaccato alle spalle dell’estremo difensore. Un gol che vale il terzo centro consecutivo per il numero 9 del Bologna, il quale sta vivendo un momento di grazia realizzativa che lo ha trasformato nel punto di riferimento offensivo della squadra. Dopo il vantaggio, la musica non è cambiata: il Bologna ha abbassato intelligentemente il baricentro, pronto a colpire in ripartenza, ma senza mai soffrire in maniera eccessiva le sfuriate dei padroni di casa. E quando il Brann ha cercato di rendersi pericoloso, tra i montanti della porta difesa da Skorupski – reattivo in almeno un paio di circostanze – e l’attenta retroguardia guidata da un Vitik in serata di grazia, c’è stato un muro invalicabile.

Nel primo tempo, la sensazione era che i felsinei potessero addirittura raddoppiare, specialmente quando Dallinga e Orsolini si sono affacciati in area. Tuttavia, l’olandese non è riuscito a sfruttare al meglio alcuni cross invitanti provenienti dalla sinistra di Miranda, mentre Orsolini, forse troppo isolato in alcune circostanze, ha preferito la giocata personale anziché servire i compagni meglio piazzati. Poco male, perché il risultato è comunque arrivato e il passivo è pesantissimo: con questo 0-1, il Bologna potrà gestire il ritorno al Dall’Ara con un vantaggio che, seppur minimo, obbliga il Brann a scoprirsi per cercare la rimonta, lasciando praterie agli attaccanti di Italiano. Non è stata una partita spettacolare, ma è stata una partita da squadra matura, che ha saputo sporcarsi le mani e portare a casa il risultato in un campo dove il sintetico e l’atmosfera potevano diventare fattori determinanti.

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