Il Bologna ritrova il sorriso a Torino, Castro stende i granata dopo il pari di Vlasic
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Redazione Sport
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Nel venticinquesimo turno del campionato di Serie A, il Bologna ha interrotto una striscia negativa che durava ormai da quattro giornate, andando a imporre la propria legge all'Olimpico Grande Torino contro i padroni di casa granata. La squadra di Vincenzo Italiano, reduce da un periodo complicato in cui aveva accumulato solo sconfitte e dovuto digerire l'amara eliminazione dalla Coppa Italia, ha ritrovato quei tre punti che mancavano addirittura dal quindici gennaio, quando si impose per due a tre in casa del Verona. Una boccata d'ossigeno fondamentale, quella ottenuta con il risultato di due a uno, che ha permesso ai rossoblù di risalire al nono posto in classifica, agganciando quota trentatré punti e allontanando, almeno per il momento, i fantasmi di un periodo buio che sembrava non voler finire.
La partita, però, non è stata affatto semplice per gli uomini di Italiano, che pure hanno offerto una prestazione convincente e, a tratti, anche dominante sul piano del gioco. La sostanza, si sa, nel calcio la fanno i gol, e quelli sono arrivati da due situazioni di gioco ben precise. Al minuto quarantanove, una splendida giocata sulla fascia ha liberato al tiro un attaccante rossoblù: il cross o il tiro che dir si voglio, destinato a Moro, è stato deviato in modo decisivo da Nikola Vlasic, il quale, nel tentativo di anticipare, ha spedito la sfera alle spalle del proprio portiere, firmando un autogol che ha rotto gli equilibri. La reazione del Torino, che con Marco Baroni in panchina cerca ancora una propria identità, non si è fatta attendere, e al sessantaduesimo minuto è stato proprio lo stesso Vlasic a riscattarsi, capitalizzando una rete che per lui rappresenta la sesta marcatura personale in questo campionato e che valeva il momentaneo pareggio.
La mossa Baroni e la protesta silenziosa del pubblico granata
Sull'altra sponda del campo, l'allenatore del Torino, Marco Baroni, ha dovuto fare i conti non solo con la sconfitta, ma anche con un clima tutt'altro che sereno che avvolge l'ambiente granata. Il tecnico, per cercare di dare una scossa alla squadra, ha deciso di riproporre dal primo minuto la coppia d'attacco formata da Simeone e Adams, un tandem che non vedeva il campo insieme in campionato da ben sei settimane, precisamente dal quattro gennaio nella trasferta di Verona. Una scelta coraggiosa, che però non ha sortito gli effetti sperati se non per alcuni sprazzi. Al termine della partita, come da prassi in questi casi, Baroni si è chiuso nello spogliatoio con i suoi giocatori per discutere a lungo, consapevole che la situazione di classifica – i granata restano quartultimi con ventisette punti – è tutt'altro che confortevole. Il tecnico ha parlato di una squadra che “patisce la situazione”, rifiutando però di cercare alibi e sottolineando la propria responsabilità nel dover trovare una soluzione a questo momento complicato.
A rendere l'atmosfera ancora più pesante ci ha pensato il comportamento del pubblico di fede granata. La Curva Maratona, da sempre cuore pulsante del tifo organizzato del Torino, ha voluto lanciare un messaggio chiaro e forte alla società: per l'occasione, infatti, è rimasta vuota. Un silenzio assordante, quello delle gradinate solitamente più calde, che ha sostituito i cori e gli incitamenti, una protesta pacata ma inequivocabile che testimonia il malumore della tifoseria nei confronti dell'andamento della squadra e, probabilmente, delle scelte dirigenziali. Un silenzio che ha pesato come un macigno sui giocatori scesi in campo.
La giocata decisiva di Castro e il ritorno al successo
Proprio quando il match sembrava avviato verso un pareggio che avrebbe lasciato l'amaro in bocca a entrambe, ecco che la qualità dei singoli ha fatto la differenza. A soli otto minuti dal gol del pareggio segnato da Vlasic, ci ha pensato Santiago Castro a riportare avanti i suoi e a decidere le sorti dell'incontro. Una gran rete, la sua, che ha tagliato le gambe a un Torino che forse sperava di portare a casa almeno un punto. Una conclusione potente e precisa che non ha lasciato scampo all'estremo difensore granata, regalando ai compagni e allo staff tecnico una vittoria che sa di liberazione. Per Castro si tratta di un sigillo pesantissimo, non solo per i tre punti in sé, ma per il modo in cui è arrivato: con la personalità di chi, nei momenti difficili, prende per mano la squadra e la trascina fuori dalle secche.
Per il Bologna, questo successo rappresenta molto più di una semplice vittoria. È la prova che la squadra c'è, che ha carattere e che sa soffrire, difendendo il vantaggio nel finale con i denti contro gli assalti dei padroni di casa. Dopo un mese di digiuno, tornare a fare punti sul campo del Torino, e per giunta rimontando uno svantaggio psicologico dopo il pari subito, è un segnale importante che Italiano potrà utilizzare per costruire il prosieguo della stagione. La sensazione, per i rossoblù, è che questo successo possa rappresentare un nuovo punto di partenza, la fine di un incubo e l'inizio di un cammino diverso, più solido e consapevole. Dall'altra parte, invece, Baroni è chiamato a raccogliere i cocci di una prestazione che, al di là del risultato, ha mostrato ancora una volta i limiti di una squadra che sembra vivere in balia degli eventi, incapace di reagire con la necessaria cattiveria quando il match si mette in salita.




