Il mercato invernale del Bologna: operazioni mirate e la scommessa Joao Mario
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Redazione Sport
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Una sessione di calciomercato definibile come correttiva, più che ambiziosa, è quella che ha caratterizzato l’inverno del Bologna, il quale, dopo aver salutato diversi elementi e dopo una prima parte di stagione che lo proiettava verso l’area europea, ha scelto una via prudente per affrontare il resto del campionato. La partenza più significativa, oltre a quella di alcuni giovani dati in prestito, è stata quella di Emil Holm, ceduto alla Juventus con la formula del prestito oneroso, mentre in attacco si è chiuso il capitolo, breve e non particolarmente prolifico, di Ciro Immobile, trasferitosi al Paris FC. Operazioni, queste, che hanno lasciato spazio ad arrivi studiati per rinfoltire organico e caratteristiche tecniche, senza però quel colpo di scena che molti tifosi si aspettavano vista la posizione di classifica.
Lo scambio con la Juventus e il ritorno di Strefezza
Nelle ultime ore di mercato, la trattativa più rilevante è stata quella con la Juventus, che ha portato all’ingaggio, in prestito semplice, dell’esterno portoghese Joao Mario, il quale, nonostante l’ingaggio elevato e la natura temporanea dell’accordo, è stato immediatamente convocato per la sfida contro il Milan. L’operazione, che ha visto partire Holm in senso inverso, rappresenta una scommessa tecnica per coprire il reparto laterale. Contemporaneamente, il club ha operato un altro ritorno, quello di Riccardo Strefezza, rientrato dopo un’esperienza in prestito e considerato un’alternativa di peso per l’attacco, andando a colmare parzialmente il vuoto lasciato dalle cessioni.
Un bilancio tra entrate e uscite
Analizzando il quadro complessivo, gli arrivi sono stati tre: oltre a Joao Mario, il difensore norvegese Eivind Helland, acquistato a Titolo definitivo, e il centrocampista Simon Sohm, giunto in prestito dalla Fiorentina. Le uscite, invece, sono state numericamente superiori e includono, tra gli altri, il già citato Holm, Immobile, e Giovanni Fabbian, trasferitosi sempre a Firenze con una formula che prevede un obbligo di riscatto condizionato. Una serie di movimenti che, nel loro insieme, delineano una squadra il cui organico è stato rimodulato, soprattutto nelle seconde linee, senza stravolgimenti nel nucleo titolare.
La scelta di fondo e le prospettive
Il mercato, che spesso rivela le reali ambizioni di una società, ha mostrato per il Bologna una linea di condotta ponderata, lontana da rischi finanziari importanti e orientata a dare continuità al progetto in essere, affidandosi agli uomini chiave che hanno costruito la stagione. La scelta di non forzare la mano per un “botto” di gennaio, se da un lato potrebbe essere letta come una mancanza di coraggio in un momento favorevole, dall’altro suggerisce una fiducia nei confronti del gruppo e dello staff tecnico, chiamati ora a mantenere le posizioni di classifica con questi leggeri aggiustamenti al roster.




