West Nile, Caserta resta l’epicentro dell’emergenza: otto vittime e ventuno ricoveri
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Redazione Salute
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La provincia di Caserta continua a essere il fulcro dell’epidemia di West Nile in Campania, con un bilancio aggiornato al 12 agosto che registra otto decessi e ventuno persone ancora ricoverate. Le vittime, tutte uomini over 65 con patologie pregresse, hanno sviluppato complicanze neuroinvasive, confermando la pericolosità del virus per i soggetti più fragili. Mentre le autorità sanitarie intensificano i controlli, la situazione richiede interventi mirati per limitare la proliferazione delle zanzare, vettori principali della malattia.
A Latina, intanto, il sindaco Matilde Celentano ha incontrato una delegazione di esperti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e di altri enti competenti, tra cui il CESME e lo Spallanzani, per coordinare la risposta al contagio. L’obiettivo è potenziare le strategie di prevenzione, soprattutto dopo che nel Lazio si sono contate nove vittime e 136 casi accertati. Il modello adottato è quello One Health, che integra salute umana, animale e ambientale in un’unica strategia, ritenuta indispensabile per contrastare efficacemente la diffusione del virus.
L’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è diventato uno dei centri operativi della task force regionale, dove medici, veterinari e istituzioni collaborano per monitorare l’evoluzione dell’epidemia. Le attività di sorveglianza, già avviate da settimane, coinvolgono anche i medici di base e i pronto soccorsi, in modo da identificare precocemente nuovi casi e intervenire tempestivamente. Sebbene non si possa ancora parlare di un’escalation incontrollata, la concentrazione di focolai in determinate aree richiede un’attenzione costante, soprattutto in previsione delle prossime settimane, quando le temperature potrebbero favorire la proliferazione delle zanzare.




