West Nile, l’allarme dell’entomologo: "Con il caldo, zanzare più pericolose"
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Redazione Salute
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«Non è una novità, ma una realtà con cui dobbiamo fare i conti». Fabrizio Montarsi, direttore del laboratorio di entomologia sanitaria dell’Istituto zooprofilattico sperimentale, non usa giri di parole quando parla del virus West Nile, ormai endemico in Italia dal 2008. «Lo troviamo ogni anno, in zanzare, uccelli, cavalli o esseri umani. La differenza, oggi, è che la sua presenza non è più sporadica ma costante, e il caldo estremo non fa che peggiorare la situazione».
I numeri confermano l’allarme. Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, i casi di contagio nell’uomo sono raddoppiati in pochi giorni, passando da 5 a 10. A Latina, una donna di 82 anni ha perso la vita dopo aver contratto l’infezione, riaccendendo i riflettori su un rischio spesso sottovalutato. Il virus, originario dell’Uganda, si trasmette esclusivamente attraverso le punture di zanzare infette – principalmente del genere Culex – e non da persona a persona, ma la sua diffusione geografica si sta ampliando.
Proprio per questo, il ministero della Salute ha intensificato i controlli, coordinando azioni con Regioni e enti locali. «La situazione è monitorata», assicura Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento di Prevenzione, «ma è cruciale che i cittadini adottino precauzioni». Tra queste, l’uso di repellenti, zanzariere e la rimozione di ristagni d’acqua, dove le zanzare depongono le uova.




