Gwm Tank 700, H7 e Ora 5: la triade cinese che si prepara all’assalto dell’Europa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Baoding, la cittadina cinese che ospita il quartier generale di Great Wall Motors, è stata il palcoscenico del primo atto di una strategia che punta a ridisegnare le gerarchie nel Vecchio Continente. Qui, dove i mezzi pesanti sono di casa, il marchio Tank ha tolto i velvettoni alla sua creatura più estrema, la “700”. Non ci si lasci ingannare dalla sigla numerica, perché questo fuoristrada (e di fuoristrada si tratta, in senso classico) abbandona ogni velleità di ibridazione urbana per abbracciare una potenza che sfiora gli 851 Cv, grazie a un’architettura ibrida plug-in che abbina un motore termico a una batteria capace di assicurare fino a 190 chilometri in elettrico. Il telaio a longheroni – una scelta non certo casuale – e la capacità di trainare 2.500 kg (frenati) lo candidano come una sorta di “Classe G” d’Oriente, nonostante per il momento non sia previsto uno sbarco ufficiale in Italia, restando confinato al mercato cinese dove costa l’equivalente di circa 54.580 euro.

L’assalto al segmento medio con il GWM H7

Se la Tank 700 rappresenta la vetrina tecnologica, l’attacco vero al cuore del mercato europeo passa invece attraverso due modelli ben più concreti e già pronti all’uso. Il primo è il GWM H7, un SUV medio che strizza l’occhio ai grandi competitor tedeschi e giapponesi. Pensato per un utilizzo versatile ma non per questo addomesticato, l’H7 (lungo 4,68 metri) cerca la quadratura del cerchio che nessuno ha ancora trovato: offrire capacità off-road autentiche senza sacrificare il comfort su asfalto. La casa lo spinge su queste due direttrici grazie al nuovo sistema Hi4, una trazione integrale intelligente che nella versione top di gamma eroga 449 Cv, permettendo uno scatto da 0 a 100 km/h in poco più di 5 secondi. L’abitacolo, dominato da un doppio display da 12,3 e 15,6 pollici, è gestito dal sistema operativo Coffee OS; le motorizzazioni, che spaziano dal benzina puro alla full hybrid fino alla plug-in, sono pensate per coprire ogni esigenza normativa del mercato europeo, dove debutterà nell’autunno del 2026.

L’Ora 5: la crossover che apre le danze in Italia

Ma se vogliamo parlare di cronaca e di scelte a breve termine, l’attenzione va tutta alla GWM Ora 5. Sarà proprio lei, questa crossover lunga 447 cm dalle forme sinuose e vagamente rétro (che ricorda certe atmosfere Porsche o Maggiolino), a fare da apripista allo sbarco ufficiale del colosso cinese in Italia, previsto per il prossimo giugno. L’abbiamo guidata – seppur brevemente – sul proving ground di Baoding, e la sensazione è quella di un’auto che ha studiato molto i gusti del vecchio continente. La Casa non lo nasconde: consulenti italiani hanno messo mano al fine tuning di telaio e sterzo, cercando di evitare quella vaghezza di risposta tipica di certe competitor asiatiche, per privilegiare invece il comfort di marcia e una guida più fluida. L’offerta si articola su tre fronti energetici (termico, full hybrid ed elettrico), con prezzi che, almeno stando alle prime indiscrezioni, partiranno da poco più di 25.000 euro, scalando di fatto una delle barriere psicologiche più ardue per i nuovi marchi cinesi in Europa. La versione full hybrid, forte di 223 Cv e di un’autonomia complessiva dichiarata superiore ai 1.000 km, sembra essere quella più calibrata per le nostre abitudini di guida, bilanciando potenza e consumi senza gli strappi di una elettrica pura.

Un assaggio di futuro tra potenza e pragmatismo

La strategia di Great Wall Motors appare chiara in questi primi assaggi: colpire il pubblico degli appassionati con l’inarrivabile potenza della Tank 700 (che funge da alone), consolidare la presenza con un SUV versatile come l’H7, ma affidare la conquista delle vendite vere e proprie a una crossover come la Ora 5, capace di parlare al pubblico delle famiglie grazie a un design riconoscibile e a un listino concorrenziale. A Baoding abbiamo visto non solo auto, ma la conferma di un’industria che non guarda più alla produzione di massa in ottica interna, ma che ha già mappato ogni via del mercato europeo, studiando le peculiarità della guida italiana e la rigidità delle normative tedesche. Resta ancora da capire come il pubblico italiano – spesso legato a brand storici – risponderà a questa offerta così diversificata; la Ora 5, che arriverà a giugno, sarà il primo vero test drive sul campo per questo gigante silenzioso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.