Estate 2026 da record, il Piemonte batte il caldo del 2003: «Ora nuovo picco a settembre»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le dieci estati più calde degli ultimi cento anni si sono concentrate dal 2003 in avanti. E sette di queste si sono collocate proprio negli ultimi dieci anni. Tra queste anche l’estate 2026 che, astronomicamente parlando, si concluderà con il solstizio d’autunno il 23 settembre, ma che già nella fine di agosto vede il termine simbolico dei mesi estivi. Che questi mesi fossero roventi come pochi altri ce ne siamo accorti tutti, ma la conferma arriva dalla società meteorologica italiana, consulente scientifica anche dell’Osservatorio Alberoni di Piacenza.

Il primato assoluto in Piemonte

L’estate meteorologica 2026 si chiude con un record storico per il Piemonte. Domani, lunedì 31 agosto, terminerà ufficialmente il trimestre estivo e i dati indicano che giugno, luglio e agosto sono stati complessivamente i mesi più caldi dall’inizio delle rilevazioni nella regione.

Secondo i dati analizzati da Andrea Vuolo, meteorologo piemontese, la temperatura media dell’estate è risultata di oltre 3 gradi superiore rispetto alla media del periodo 1991-2020, superando anche, seppur di alcuni decimi, il precedente riferimento dell’estate 2003, considerata fino a oggi un’eccezione climatica. Tra il 1° giugno e il 31 agosto 2026, l’Osservatorio di Moncalieri ha registrato una temperatura media di 28,5 gradi, con un’anomalia di ben +3,8 gradi rispetto al periodo climatico 1991-2020.

Un valore che fotografa un’estate caratterizzata da una persistenza eccezionale delle temperature elevate, con numerose fasi di caldo intenso distribuite lungo l’intero trimestre. Il primato emerge con chiarezza anche a Torino centro, dove i dati della stazione meteorologica di Arpa Piemonte di via della Consolata indicano una temperatura media trimestrale di 27,2 gradi, con un’anomalia di +3,3 gradi.

L’anomalia anticiclonica sull’Europa

L’estate 2026 è stata caratterizzata da una presenza eccezionalmente frequente delle alte pressioni sull’Europa centro-occidentale. Questo ha prodotto caldo record e una siccità estrema. Lo mostra l’analisi del geopotenziale a 500 hPa: tra 40–60°N e 10°W–30°E l’anomalia media è stata di circa +44 metri, il valore più alto della serie 1991–2026 analizzata. Significa che, mediando l’intera area e il periodo considerato, la superficie dei 500 hPa si è trovata circa 44 metri più in alto rispetto alla media climatica.

La precedente anomalia massima apparteneva al 2018, con circa +28 metri. Questo record è legato alla continua ricostruzione di promontori anticiclonici sull’Europa centro-occidentale, con un segnale particolarmente forte a giugno. Le grandi ondulazioni della circolazione atmosferica cambiavano forma e posizione da un episodio all’altro, ma più volte il risultato finale è stato lo stesso: una cresta sul settore europeo centro-occidentale.

Confronto con il passato e dettagli locali

Il fatto che la stagione caldissima per definizione venga spodestata ha un alto valore simbolico: per anni, infatti, è rimasta invalsa la convinzione che il trimestre estivo di 23 anni fa fosse irripetibile, se non in termini secolari, una certezza che ora è in frantumi.

Per Piacenza, è stata la seconda estate più calda dopo il 2003, con una media giornaliera di 27,3 gradi, che significa 3,6 gradi sopra la media, una condizione che ha provocato, oltre alla sofferenza umana, degli animali e agricola, anche gli episodi estremi che si sono abbattuti sulla provincia nei giorni scorsi. Per fare un altro raffronto, nel centro storico di Lucca l’estate 2026 ha contato ben 51 giorni roventi, ovvero con temperatura massima di 34,0 o più gradi, abbondantemente superato il primato dell’anno 2003 che ne aveva contati “soltanto” 37.

La temperatura media del trimestre è stata di 26,8 gradi a fronte dei 26,6 dell’estate 2003.

Verso settembre: nuovo picco di caldo

A giorni, salvo sorprese, Meteotrentino certificherà l’estate del 2026 come la più calda da quando esistono le registrazioni. Ma il caldo non sembra voler dare tregua. Con l’inizio di settembre, infatti, sembra confermata l’evoluzione simulata già da diversi giorni dai modelli numerici, ovvero il possibile ritorno dell’anticiclone subtropicale e del caldo intenso anche sulle regioni alpine, Piemonte incluso.

La prima decade di settembre potrebbe essere caratterizzata da una nuova importante anomalia positiva della temperatura, con i valori termici che si riporteranno ben al di sopra delle medie climatologiche tipiche del periodo su tutto il Piemonte e con un nuovo picco atteso per il prossimo fine settimana dove le temperature massime potranno spingersi fin verso i 35-37 gradi in pianura.

La circolazione atmosferica a scala continentale potrebbe rimanere caratterizzata da un anticiclone di blocco su tutta l’area alpino-mediterraneo per quasi tutta la prima metà di settembre, causando potenzialmente ancora una lunga fase con temperature fortemente anomale anche sulla nostra regione in un contesto pienamente estivo.

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