Residenza fittizia a Malta, il campione di poker Camosci denunciato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una residenza fittizia a Malta, utilizzata per sottrarre a tassazione in Italia i proventi del gioco, è stata contestata a Enrico Camosci, uno dei più titolati giocatori di poker live al mondo. Gli specialisti del Nucleo Operativo metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna lo hanno denunciato per omessa dichiarazione dei redditi, ricostruendo vincite per oltre 1,3 milioni di euro mai dichiarate al Fisco italiano.
Il trasferimento all'estero ritenuto di facciata
Secondo gli accertamenti, a partire dal 2023 Camosci ha spostato la propria residenza sull'isola mediterranea, iscrivendosi all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire). Le indagini hanno però stabilito che quel trasferimento era soltanto formale: il giocatore continuava a vivere a Bologna, e il cambio di residenza serviva a evitare l'imposizione italiana sui guadagni di un'attività sportiva svolta in modo abituale e professionale.
Gli investigatori hanno quindi considerato il campione come un professionista a tutti gli effetti, con la conseguenza che le vincite ottenute ai tavoli, nei casinò e nei tornei internazionali, rientrano tra i redditi da assoggettare a imposta in Italia. Da qui la denuncia per omessa dichiarazione, il reato tributario che scatta quando i redditi percepiti non vengono indicati nella dichiarazione annuale.
Il precedente dell'anno scorso e il profilo del giocatore
Non è la prima volta che il nome di Camosci compare in un fascicolo delle Fiamme Gialle. Un precedente intervento ispettivo, risalente all'anno scorso, aveva già contestato al giocatore di non aver dichiarato le proprie vincite al Fisco italiano. Le notizie diffuse nell'aprile 2025 parlavano di oltre un milione e mezzo di euro di vincite non dichiarate, relative agli anni dal 2019 al 2023, e di un'attività che i finanzieri avevano assimilato a quella di un lavoratore autonomo. In quell'occasione il giocatore sosteneva di giocare online da Malta, dove diceva di essersi trasferito da tempo.
Bolognese, Camosci ha iniziato a giocare a 18 anni ed è diventato professionista a 20. Nel 2020 ha conquistato un braccialetto delle World Series of Poker, vincendo online l'evento Bounty Championship da 2.100 dollari, mentre nei tornei dal vivo ha ottenuto piazzamenti di rilievo nel circuito European Poker Tour, tra cui il secondo posto al High Roller da 10.300 euro di Barcellona nel 2024 e la vittoria nell'evento da 20.000 euro di Praga nel 2025.
Camosci attribuisce il proprio successo alla dedizione: «La passione è la cosa più importante per diventare un giocatore vincente. Senza passione non si riesce a mettere il carico di lavoro necessario, di studio. Se uno lo fa solo per soldi, è impossibile». Il giocatore dice di essere arrivato ai vertici internazionali dedicando al poker intere giornate.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
