FIFA, Infantino replica al Times sul presunto secondo stipendio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La FIFA ha respinto le accuse su un presunto secondo stipendio ricevuto dal presidente Gianni Infantino, dopo l’inchiesta del Times che ha sollevato dubbi sulla trasparenza dei compensi del numero uno del calcio mondiale. La federazione internazionale ha dichiarato che non esiste una seconda retribuzione e che tutti gli obblighi di rendicontazione relativi alla remunerazione del presidente vengono rispettati.

Le accuse sui compensi aggiuntivi e la risposta della FIFA

Secondo l’indagine del quotidiano britannico Times, Infantino avrebbe ricevuto nel 2024 un pagamento aggiuntivo da una società collegata all’organizzazione del Mondiale 2026, FWC2026 US Inc., per un valore di circa 1,72 milioni di dollari. La somma, secondo la ricostruzione dell’inchiesta, non sarebbe comparsa nel rapporto finanziario annuale della FIFA dedicato ai compensi del presidente.

La questione riguarda il principio di trasparenza previsto dagli statuti della FIFA, che stabiliscono la pubblicazione dei compensi individuali del presidente, dei membri del Consiglio e del segretario generale. L’accusa è che un pagamento proveniente da una struttura legata al torneo mondiale avrebbe dovuto essere indicato pubblicamente insieme alle altre componenti della remunerazione.

La FIFA ha però contestato questa interpretazione, spiegando che la retribuzione annuale del presidente e gli altri benefici contrattuali vengono determinati da una sottocommissione indipendente per le retribuzioni. L’organizzazione ha inoltre affermato che i propri bilanci sono sottoposti ad audit indipendenti e che le dichiarazioni finanziarie rispettano le normative fiscali applicabili nei diversi Paesi coinvolti.

Il nodo della trasparenza nella governance del calcio mondiale

Il caso si inserisce nel dibattito sulla gestione economica della FIFA e sul rapporto tra compensi dei dirigenti e obblighi di pubblicità. Dal 2016, anno dell’elezione di Infantino alla presidenza, la federazione ha previsto la diffusione annuale delle informazioni relative allo stipendio, ai bonus e alle altre componenti economiche legate ai vertici dell’organizzazione.

L’inchiesta del Times sostiene che il pagamento aggiuntivo sarebbe arrivato attraverso la struttura statunitense incaricata della gestione operativa della Coppa del Mondo 2026. Documenti finanziari citati nelle ricostruzioni giornalistiche indicano che la somma sarebbe stata separata dalla remunerazione già comunicata dalla FIFA per il 2024.

Le contestazioni non riguardano soltanto l’importo, ma soprattutto il metodo di comunicazione del compenso. Secondo gli osservatori citati dal Times, l’eventuale mancata pubblicazione di pagamenti riconducibili ad attività FIFA potrebbe rappresentare un problema rispetto alle regole interne sulla trasparenza. La federazione, invece, sostiene che non vi sia stata alcuna violazione e che le procedure siano state seguite correttamente.

Le altre vicende legate alla gestione di Infantino

Negli ultimi mesi la presidenza di Infantino è stata accompagnata da altre polemiche legate alle scelte strategiche della FIFA. Tra gli episodi discussi figura anche il progetto di coinvolgimento di investitori privati nella valorizzazione di alcune attività legate ai tornei internazionali, iniziativa che ha attirato critiche nel mondo del calcio.

Un’altra vicenda citata nelle ricostruzioni riguarda il rapporto del presidente FIFA con gli Stati Uniti e con Donald Trump. L’inchiesta sul compenso aggiuntivo arriva in una fase caratterizzata dalla crescente attenzione sulle decisioni della federazione in vista degli appuntamenti internazionali organizzati nel continente americano.

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