L’effetto Hazel sul risparmio italiano, tra panico e realtà
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Redazione Economia
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Un’ondata di vendite ha investito i titoli del risparmio gestito, partendo da Wall Street per arrivare fino a Piazza Affari, e a innescarla, paradossalmente, non è stato un dato macroeconomico negativo o una trimestrale deludente, bensì l’annuncio di una nuova funzionalità legata all’intelligenza artificiale. La scossa è partita da Altruist, una startup attiva nella consulenza finanziaria, che ha integrato nella propria piattaforma Hazel uno strumento in grado di creare strategie fiscali personalizzate in tempo reale, analizzando documenti complessi come i moduli fiscali americani o le buste paga. Il mercato, evidentemente, ha interpretato questa mossa come l’inizio di una disintermediazione capace di rendere obsoleti i servizi offerti dai grandi broker tradizionali: nella giornata di martedì 10 febbraio, colossi come Charles Schwab e Raymond James Financial hanno visto le proprie azioni arretrare rispettivamente del 6,4% e del 7%, con LPL Financial che ha subito un crollo superiore all’8% -4-9. Il timore, per gli investitori, è che l’automazione di compiti un tempo affidati esclusivamente a consulenti umani possa erodere i margini di un intero settore.
Il contagio arriva in Italia e colpisce le reti di consulenza
La turbolenza, come spesso accade in questi casi, non ha risparmiato l’Europa e, nel giro di poche ore, ha contagiato anche i listini italiani, sebbene con un’intensità minore. Mercoledì 11 febbraio, Banca Generali, Fineco, Azimut e Banca Mediolanum hanno registrato flessioni comprese tra il due e il quattro per cento, un movimento che ha colto molti di sorpresa vista la solidità dei conti annunciati dalle stesse società nelle settimane precedenti -5. Il ribasso, infatti, è arrivato nonostante i flussi di raccolta positivi e, in alcuni casi, da record: Azimut, per esempio, aveva trainato la raccolta complessiva delle reti con numeri ben superiori a quelli dell’anno precedente, e Banca Mediolanum aveva addirittura parlato di nuovi record assoluti -5. La disconnessione tra i fondamentali, solidi, e l’andamento del Titolo, in calo, ha messo in luce quanto il sentiment prevalente fosse dettato più dalla paura di un cambiamento epocale che da una reale valutazione delle performance aziendali.
La vera scossa arriva da Madrid con Tuio e l’integrazione in ChatGPT
A monte di questa ondata di panico, però, c’è un’altra storia, forse ancora più significativa per capire la direzione verso cui sta andando il settore. A gettare benzina sul fuoco è stata la startup spagnola Tuio, un’insurtech nata nel 2021 che ha ottenuto un round di finanziamento da 15 milioni di euro con il sostegno di colossi come BlackRock e MassMutual Ventures -1. L’elemento dirompente, in questo caso, non è stato soltanto il modello di business leggero — privo di filiali e di reti fisiche — ma la decisione di integrare il proprio servizio direttamente all’interno di ChatGPT. Per la prima volta, un provider assicurativo ha ricevuto l’approvazione da OpenAI per offrire preventivi in tempo reale all’interno del celebre chatbot, permettendo agli utenti di informarsi e, a breve, di sottoscrivere polizze senza mai abbandonare l’interfaccia conversazionale -2. L’operazione, resa possibile dalla collaborazione con la piattaforma di distribuzione AI WaniWani, ha di fatto trasformato l’intelligenza artificiale in un canale distributivo a tutti gli effetti, eliminando strati di intermediazione che per decenni hanno caratterizzato il rapporto tra compagnia e cliente -2.
L’impatto sul real estate e le reazioni degli addetti ai lavori
Il timore legato all’automazione, in quei stessi giorni, si è esteso come una macchia d’olio anche ad altri comparti, colpendo in particolar modo il settore immobiliare commerciale negli Stati Uniti. Grandi broker come CBRE e Jones Lang LaSalle hanno subito vendite massicce, con gli investitori che hanno fuggito modelli di business giudicati troppo labour intensive e quindi vulnerabili all’avanzata degli algoritmi -6. Se da un lato il mercato reagiva con i nervi a fior di pelle, dall’altro gli esperti del settore invitavano alla calma. Simone Ranucci Brandimarte, presidente dell’Italian Insurtech Association, ha definito del tutto immotivato il crollo delle azioni di broker e assicurazioni seguito alla notizia di Tuio, sostenendo anzi che l’integrazione dell’AI dovrebbe essere letta come un’opportunità di crescita e non come una minaccia. Secondo questa lettura, la tecnologia non sostituirà l’intermediario ma ne trasformerà il ruolo, automatizzando le parti più ripetitive del lavoro e liberando risorse per attività a maggior valore aggiunto, un passaggio obbligato che, prima o poi, riguarderà l’intera filiera.




