Caldo africano al capolinea, Giuliacci: "Picco toccato, ma l'attenzione resta alta". Il punto sulle ondate di calore e il nubifragio in Francia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'anticiclone africano che ha stretto l'Italia nella sua morsa rovente per gran parte della settimana ha raggiunto il suo apice venerdì 28 agosto 2026, con picchi termici che al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori hanno ampiamente superato la soglia dei 40 gradi, segnando il punto più alto di questa lunga fase di stabilità atmosferica.

Le colonnine di mercurio, in particolare nelle zone interne della Sardegna, della Sicilia e della Puglia, hanno toccato valori estremi che hanno messo a dura prova la resistenza fisica dei cittadini, costringendo le autorità locali a potenziare i servizi di assistenza e a diramare raccomandazioni per i soggetti più fragili.

Tuttavia, secondo le analisi del colonnello Mario Giuliacci, diffusamente riportate sui suoi canali social, proprio questo venerdì rappresenterebbe il momento di svolta, il termine ultimo oltre il quale l'ondata di calore più intensa comincerà fisiologicamente a perdere la sua efficacia, pur senza scomparire del tutto.

Le previsioni di Giuliacci e l'attesa per il cambio di stagione

La tendenza tracciata dal noto meteorologo indica che la prima, seppur lieve, attenuazione del caldo è prevista tra la fine del mese di agosto e i primissimi giorni di settembre, con un cambiamento della circolazione atmosferica più deciso e strutturale che dovrebbe manifestarsi con l'avvio del nuovo mese, quando i flussi perturbati di origine nord-atlantica proveranno a scardinare il dominio dell'alta pressione subtropicale.

Questo passaggio, che per Giuliacci rappresenta la "svolta vera", sarà graduale e non immediato, pertanto le temperature rimarranno comunque al di sopra delle medie stagionali ancora per qualche giorno, sebbene in progressiva diminuzione, con un calo che diventerà più percepibile soprattutto al Nord e sulle regioni tirreniche a partire da lunedì 31 agosto.

Il caldo, insomma, non abbandonerà il campo senza opporre resistenza, ma la tendenza verso un graduale ridimensionamento è ormai tracciata, complice anche l'avvicinarsi dell'autunno meteorologico che storicamente porta con sé le prime, significative variazioni del quadro barico.

Maltempo al Nord e allerta gialla, la Protezione Civile monitora il territorio

Mentre il Centro-Sud soffocava sotto il sole implacabile, il Nord Italia è stato invece interessato nelle ultime ore da un'intensa fase di maltempo, con precipitazioni abbondanti e temporali che hanno costretto il Dipartimento della Protezione Civile a emettere diverse allerte gialle, segnalando il rischio di criticità idrogeologiche in alcune aree montane e collinari.

Questo peggioramento, determinato dallo scontro tra l'aria calda africana e le prime infiltrazioni fresche atlantiche, si sta però rapidamente spostando verso est, verso i Balcani e l'Europa orientale, lasciando spazio a un progressivo miglioramento anche sulle regioni settentrionali, dove il tempo tornerà a rasserenarsi nel corso del fine settimana.

La Protezione Civile, tuttavia, raccomanda la massima prudenza e il rispetto delle ordinanze locali, soprattutto nelle zone colpite dalle piogge intense delle scorse ore, dove i livelli dei corsi d'acqua potrebbero aver subito innalzamenti repentini, e invita la popolazione a consultare i bollettini ufficiali prima di intraprendere spostamenti.

Tragedia sfiorata in Francia: il tornado nell'Aude che ha devastato Pomas

Nel quadro meteo europeo di questi giorni, spicca l'episodio di violenza estrema che ha colpito la regione francese dell'Aude, dove un tornado di eccezionale intensità si è abbattuto nel pomeriggio di ieri, radendo al suolo interi isolati e provocando un bilancio pesantissimo di danni materiali e persone ferite. La cittadina di Pomas, che conta poco più di 1.000 anime, è stata il centro dell'impatto più distruttivo: secondo le prime ricostruzioni delle autorità locali, il vortice ha danneggiato circa trecento abitazioni, riducendo molte di esse a un cumulo di macerie e detriti sparsi lungo le strade, e il numero dei feriti ha superato le quaranta unità, con quindici persone ricoverate negli ospedali della zona per le cure del caso.

Tra gli episodi più drammatici segnalati dalla cronaca, quello di una donna incinta rimasta intrappolata sotto il crollo della sua abitazione, salvata dall'enorme peso delle macerie grazie a un divano che, facendo da scudo, ha retto il cedimento della struttura, permettendo ai soccorritori di estrarla viva dopo ore di ricerca.

Il caldo si ridimensiona ma l'attenzione rimane alta per i temporali

Con l'arrivo dell'autunno meteorologico, che convenzionalmente inizia il primo settembre, le prospettive per la penisola italiana vedono un sensibile ridimensionamento dell'intensità del caldo, almeno per l'intera settimana entrante, poiché le correnti perturbate provenienti dal Nord Europa spingeranno il bordo meridionale dell'alta pressione a ritirarsi, consentendo un parziale abbassamento dei termometri e un ripristino di condizioni più gradevoli su tutto lo stivale.

Tuttavia, gli esperti mettono in guardia sulla possibilità che questo passaggio possa favorire lo sviluppo di nuovi temporali, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, specie sui rilievi e nelle zone interne, dove la convezione potrebbe innescare fenomeni anche localmente intensi, accompagnati da fulmini, grandinate e colpi di vento improvvisi.

Il messaggio che arriva dai centri di monitoraggio è quindi di non abbassare la guardia: l'attenzione va mantenuta alta, consultando i bollettini aggiornati, perché il clima di questi giorni ha dimostrato ancora una volta come l'estrema variabilità atmosferica possa riservare sorprese, passando in poche ore da un caldo asfissiante a episodi di maltempo improvviso e violento.

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