Tempio, l'incidente in cui è morto Omar Masia e la corsa per chiedere aiuto
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Redazione Interno
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Il buio della notte sarda è stato squarciato dall’urto metallico dell’auto che, uscendo di strada, ha superato la barriera di uno dei ponti lungo la via per l’Agnata, per poi finire la sua corsa nel vuoto. Un rumore secco, che ha preceduto il silenzio carico di panico e la disperata ricerca di un segnale telefonico, inutile in quel tratto di campagna isolata alle pendici del Limbara. Dall’abitacolo della Bmw schiacciata dalle lamiere, uno dei giovani occupanti è riuscito a divincolarsi, trovando la forza di arrampicarsi fino alla strada e di correre verso la prima casa illuminata, bussando con forza alla porta nel cuore della notte.
La richiesta d'aiuto nel cuore della notte
Violante Dibeltulo, la proprietaria dell’abitazione, ricorda con precisione il colpo alla porta e il giovane che le si era parato davanti, visibilmente shockato, mentre le raccontava di un incidente appena occorso. «In quattro siamo usciti, il quinto no», le avrebbe detto, consegnandole in poche parole la gravità di una situazione che andava ben oltre un semplice sinistro. Quella frase, asciutta e terribile, racchiudeva il nucleo della tragedia: mentre quattro ragazzi, seppur feriti, erano riusciti a liberarsi dal relitto, uno di loro, Omar Masia, era rimasto intrappolato nell’auto precipitata dal ponte, senza avere scampo.
Il dramma di un padre soccorritore
I soccorsi, allertati, sono arrivati rapidamente sul posto, trovandosi di fronte una scena di grande complessità e, per uno di loro, di straziante dolore. Tra i vigili del fuoco giunti dalla caserma di Calangianus, infatti, c’era anche Massimiliano Masia, che prestava servizio nel distaccamento locale. Senza saperlo, si è trovato a operare per prestare i primi soccorsi in quello che, solo in un secondo momento, avrebbe compreso essere l’incidente in cui aveva perso la vita il proprio figlio, Omar, un elettricista di venticinque anni noto in paese. Un paradosso crudele che ha unito il dovere di salvare vite alla personale, immensa perdita.
Il cordoglio per il giovane elettricista
La notizia della morte del giovane ha gettato nello sconforto Calangianus, dove Omar Masia viveva e lavorava. Il sindaco, Fabio Albieri, ha espresso a nome di tutta la cittadinanza il proprio profondo cordoglio per la scomparsa prematura del venticinquenne, ricordandone la figura. L’incidente, avvenuto mentre il gruppo di amici, secondo le prime ricostruzioni, era diretto a una festa di laurea, ha brutalmente interrotto un viaggio serale, trasformando un momento di spensieratezza in una tragedia che ha privato la sua famiglia e i suoi concittadini di un giovane promettente, la cui assenza lascia un vuoto difficile da colmare.




