Tempio Pausania, il padre vigile del fuoco sul luogo dell'incidente dove è morto il figlio Omar
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Redazione Interno
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Nella notte tra sabato e domenica, mentre era in servizio presso il distaccamento dei vigili del fuoco di Tempio Pausania, a Massimiliano Masia è giunta una richiesta di soccorso per un incidente stradale, che lo ha portato sul tratto di strada provinciale Baldu-L'Agnata, nelle campagne vicino a L'Agnata. Una BMW bianca, come è stato poi appurato, era uscita fuori strada precipitando da un ponte e rovinando sul letto di un torrente ormai secco. Massimiliano, giunto sul posto con i colleghi, ha riconosciuto tra i giovani coinvolti alcuni amici di suo figlio Omar, senza riuscire inizialmente a vederlo; il venticinquenne, che si trovava a bordo del veicolo insieme ad altri quattro coetanei di ritorno da una festa di laurea, occupava uno dei sedili posteriori e ha perso la vita nell'impatto. I colleghi del padre, descrivendo la scena, hanno sottolineato come egli «abbia fatto tutto ciò che era umanamente possibile» in quelle circostanze drammatiche, nelle quali l'istinto professionale si è scontrato con l'angoscia paterna.
Le indagini della procura per stabilire le dinamiche
La Procura di Tempio Pausania, al fine di fare piena luce sulle cause della tragedia, ha avviato un'inchiesta i cui esiti sono ancora pendenti. L'autovettura, che nel frattempo è stata recuperata, è stata posta sotto sequestro per consentire le perizie del caso, mentre il conducente è risultato positivo all'alcol test. Le indagini, che proseguono senza sosta, mirano a determinare con precisione la concatenazione degli eventi che ha portato l'auto a finire oltre la strada: si valutano, tra le ipotesi, la possibile influenza dell'asfalto bagnato, un'eccessiva velocità che avrebbe pregiudicato il controllo del veicolo, o anche l'eventualità di un colpo di sonno da parte di chi era alla guida. I carabinieri, per parte loro, hanno effettuato un sopralluogo accurato sul ponticello dal quale l'auto è precipitata, cercando di raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione.
Il ricordo del giovane e la scena dell'incidente
Omar Masia, che aveva venticinque anni e lavorava come elettricista a Calangianus, era una figura ben nota in Gallura, e la sua scomparsa improvvisa ha lasciato un vuoto profondo. La dinamica di ciò che sia accaduto esattamente quella sera sulla strada provinciale rimane, in alcune sue parti, da definire compiutamente attraverso le indagini in corso, le quali dovranno accertare le responsabilità e le cause definitive dell'incidente. L'auto, dopo aver attraversato la barriera del ponte, si è ribaltata più volte prima di arrestarsi sul fondo, in un contesto campestre che ha reso complessi sia i primi soccorsi che le successive operazioni di recupero.
Le operazioni di soccorso e il percorso giudiziario
L'apertura del fascicolo da parte della magistratura segna il passaggio dalla fase emergenziale a quella giudiziaria, dove i risvolti tecnici e legali prenderanno il sopravvento. L'inchiesta, che non implica di per sé alcuna pre-determinazione di colpe, servirà a vagliare meticolosamente ogni dato emerso e ad ascoltare i testimoni, incluso il personale di soccorso intervenuto. Il fatto che uno dei vigili del fuoco chiamati a prestare aiuto si sia trovato di fronte al proprio figlio conferisce alla vicenda una dimensione di straziante coincidenza, che va ben oltre la normale cronaca nera e tocca le corde più intime del mestiere di soccorritore.




