Milleri e il pegno su 442 mila azioni EssilorLuxottica: la partita si sposta sulla governance di Delfin
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Redazione Economia
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Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica nonché presidente di Delfin, ha costruito negli ultimi quattro anni un pacchetto personale di circa 602 mila azioni del colosso dell'occhialeria. La ricostruzione, basata sulle comunicazioni all'Autorité des marchés financiers e sui bilanci del gruppo, evidenzia un dato che finora era rimasto sullo sfondo: 442.637 titoli sono costituiti in pegno a garanzia di un finanziamento bancario. Le carte pubbliche non indicano l'importo del prestito, l'istituto finanziatore né le condizioni del pegno.
Non è quindi possibile stabilire se il calo del titolo registrato negli ultimi mesi abbia avuto conseguenze sul finanziamento o abbia fatto scattare richieste di garanzie aggiuntive. Ai prezzi attuali, le azioni vincolate valgono circa 65 milioni di euro, contro oltre 143 milioni toccati al massimo del novembre 2025.
Le vendite contenute e il legato in attesa
Dal 2022 le cessioni sul mercato individuate nelle comunicazioni pubbliche ammontano complessivamente a 16.600 azioni, per circa 4,4 milioni di euro. La prima risale all'ottobre 2024, quando Milleri vende 8.600 titoli a un prezzo medio di circa 218 euro. La seconda arriva quasi un anno dopo, a un prezzo molto più alto: 8 mila azioni cedute a 314,17 euro l'una, poche settimane prima che il titolo raggiungesse il massimo storico di 323,80 euro. La comunicazione all'AMF definisce l'operazione «2022 performance shares sale in order to cover Italian taxes».
Nel frattempo, il manager attende di incassare la quota più consistente lasciata in eredità da Leonardo Del Vecchio: circa 1,75 milioni di azioni, il cui trasferimento resta vincolato all'esecuzione del legato testamentario, a sua volta bloccato dal riassetto in corso nella holding di famiglia.
L'incrocio con la partita sul risiko bancario
Il nodo delle azioni in pegno si intreccia con una partita ben più ampia, che coinvolge Delfin e le sue partecipazioni strategiche nel credito italiano. La cassaforte della famiglia Del Vecchio, dal valore netto di oltre 40 miliardi, detiene il 17,5% di Monte dei Paschi di Siena, il 32,4% di EssilorLuxottica, il 10% circa di Generali e una quota in UniCredit. La partecipazione in Rocca Salimbeni assegna alla holding un ruolo potenzialmente decisivo nell'assemblea straordinaria del 29 ottobre, chiamata a pronunciarsi sulle due operazioni lanciate dall'istituto senese.
Delfin ha affidato a Lazard il mandato per valutare le alternative: aderire all'offerta di Intesa Sanpaolo, convertendo il pacchetto in una quota vicina al 4% della banca guidata da Carlo Messina, oppure sostenere la strategia difensiva di Luigi Lovaglio, che punta a costruire un terzo polo bancario con Banco Bpm e Banca Generali.
Lo stallo tra gli otto eredi
La scelta finale spetta al consiglio di Delfin, ma la partita si gioca anche su un altro tavolo, tutto interno alla famiglia. Gli otto soci titolari ciascuno del 12,5% della holding devono raggiungere un consenso unanime per modificare lo statuto e le regole della cassaforte lussemburghese. A quattro anni dalla scomparsa del fondatore, la successione non è ancora stata chiusa.
Leonardo Maria Del Vecchio ha lasciato gli incarichi operativi in EssilorLuxottica, ha criticato pubblicamente la gestione definita «distante» e ha contestato le ricostruzioni sul proprio indebitamento, precisando che il debito personale e quello societario sono grandezze diverse e non sommabili. Luca e Paola Del Vecchio, dal canto loro, hanno avviato un arbitrato internazionale per chiedere il pagamento della penale complessiva da 500 milioni prevista dopo il mancato acquisto delle loro quote.
Il consiglio di EssilorLuxottica e il voto del 2027
Il consiglio di amministrazione di EssilorLuxottica ha rinnovato all'unanimità la piena fiducia a Milleri e al vice amministratore delegato Paul du Saillant, confermando la strategia di medio e lungo periodo del gruppo. La presa di posizione arriva dopo settimane di tensioni e dichiarazioni pubbliche. Il passaggio decisivo per la riconferma di Milleri al vertice del colosso dell'occhialeria è però fissato all'assemblea dell'aprile 2027, quando scadrà il suo mandato.
Nelle assemblee di EssilorLuxottica l'affluenza è stata storicamente elevata, spesso vicina all'85%: la partecipazione di Delfin, pur essendo decisiva negli equilibri del gruppo, potrebbe non bastare da sola ad assicurare il rinnovo. A pesare saranno anche gli investitori istituzionali e la componente francese dell'azionariato, dalla Caisse des Dépôts et Consignations a Valoptec.
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