Il giovane Del Vecchio e quei 10 miliardi per portare a casa Delfin
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Redazione Economia
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Quasi ce l’ha fatta. L’ambizione di Leonardo Maria Del Vecchio, il 31enne figlio del fondatore dell’impero dell’occhialeria, ha incassato il primo, decisivo via libera dall’assemblea dei soci della holding lussemburghese Delfin, riunita pochi giorni fa. Sei voti favorevoli su otto hanno dato luce verde a un riassetto che, di fatto, ridisegna le mappe del potere all’interno della cassaforte che controlla colossi come EssilorLuxottica e siede con partecipazioni rilevanti in Generali, Monte dei Paschi di Siena e Covivio. Il meccanismo, per quanto approvato in linea di principio, è tanto ambizioso quanto delicato: le quote, attualmente suddivise in parti uguali – un 12,5 per cento ciascuna per gli eredi (Claudio, Paola, Marisa, Leonardo Maria stesso, Luca, Clemente, l’ultima moglie Nicoletta Zampillo e il primogenito di lei, Rocco Basilico) – devono essere ricomposte. Nello specifico, le partecipazioni di Luca e Paola finiranno alla Lmvd Fin, la società personale di Leonardo Maria, che così si ritroverebbe con il 37,5 per cento del capitale, diventando di fatto l’azionista di maggioranza.
Il nodo dei finanziamenti e il ruolo delle banche
Ma qui sorge la questione centrale, quella che trasforma l’operazione da un semplice riassetto familiare a un caso finanziario di portata nazionale. Come farà un trentunenne, per quanto intraprendente, a restituire circa 10 miliardi di euro, la cifra necessaria per realizzare l’intera manovra? La risposta, per ora, è affidata a un mega-prestito da 11 miliardi che tre istituti di credito – due dei quali francesi, va notato – si sono detti pronti a concedergli. L’accordo, a quanto risulta, è già agli atti, anche se l’istruttoria è complessa: la mole di denaro in gioco impone verifiche capillari, e nessuna banca ha ancora firmato l’assegno definitivo. La condizione più importante posta dalle stesse banche – e che l’assemblea di Delfin ha dovuto approvare per sbloccare la trattativa – prevede che la holding distribuisca l’80 per cento dei propri utili per i prossimi tre anni. Un flusso di cassa, questo, che servirà a garantire il servizio del debito.
Un effetto domino sulla finanza italiana
Non sono solo gli equilibri familiari a essere in gioco. L’eventuale riuscita dell’operazione – e qui sta il rischio maggiore – potrebbe innescare un effetto domino sul sistema finanziario italiano. Delfin, lo si ricordi, non è solo la holding degli occhiali: attraverso le sue partecipazioni in Generali e in Monte dei Paschi, la società è un nodo nevralgico del capitalismo tricolore. Un indebitamento così massiccio contratto dall’azionista di riferimento, e trasferito in capo alla sola Lmvd Fin (i rischi, precisa l’accordo, saranno interamente a carico di Leonardo Maria, non della holding), potrebbe avere ripercussioni sulla stabilità di quelle stesse partecipazioni. Le banche che concedono il prestito, d’altro canto, vigileranno attentamente sul valore del collaterale, e qualsiasi flessione di Borsa dei titoli Delfin si tradurrebbe in una pressione immediata sul giovane imprenditore.
Le incognite di un’operazione senza precedenti
Resta il fatto che un’operazione di queste dimensioni – 10 miliardi per il riacquisto delle quote, con un finanziamento che le supera – non ha molti precedenti in Europa, figuriamoci in Italia. Leonardo Maria Del Vecchio ha dimostrato finora una determinazione notevole, riuscendo a convincere sei degli otto eredi a sostenerlo. Ma la partita vera, quella che si giocherà nei prossimi mesi negli uffici delle banche e nei consigli di amministrazione delle società partecipate, è tutta da scrivere. Nessuno, al momento, può dire se il prestito verrà effettivamente erogato nelle forme e nei tempi previsti. Di certo, l’esito di questa sfida personale – che è anche una sfida finanziaria – influenzerà gli equilibri di potere di interi settori, dall’assicurativo al bancario, passando naturalmente per l’occhialeria. I rischi di un effetto contagio, insomma, sono reali, e non riguardano soltanto i protagonisti di questa complessa partita a scacchi.




