Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio sale al 37,5%: siglato l’accordo da 10 miliardi con i fratelli Luca e Paola
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Redazione Economia
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Il riassetto delle quote in seno alla famiglia Del Vecchio, una partita complessa rimasta in sospeso per quasi quattro anni dalla scomparsa del fondatore di Luxottica, ha finalmente trovato una svolta decisiva. Nelle scorse ore, come ricostruito da fonti vicine alla trattativa e confermato da documenti ufficiali, è stato siglato l’accordo definitivo tra Leonardo Maria Del Vecchio, quartogenito dell’imprenditore scomparso nel 2022, e i fratelli Luca e Paola. L’intesa, che muove su due binari paralleli riguardanti sia la governance della holding lussemburghese Delfin sia la chiusura della successione ereditaria, prevede che Leonardo Maria acquisisca l’intero pacchetto azionario detenuto dai due fratelli. Nello specifico, questi ultimi cederanno ciascuno la propria quota del 12,5%, portando la partecipazione complessiva del rampollo di trentun anni al 37,5% del capitale della cassaforte di famiglia, mentre loro se ne usciranno completamente dalla compagine azionaria. L’operazione, stando a quanto riportato, è stata valutata complessivamente intorno ai 10 miliardi di euro, una cifra che ne fa uno dei piú significativi passaggi di ricchezza generazionale mai avvenuti nel panorama industriale italiano.
Un’intesa a doppio binario per sbloccare l’eredità
Ciò che caratterizza l’accordo, rendendolo piú di una semplice transazione finanziaria, è la sua struttura che lega indissolubilmente il passaggio di quote alla risoluzione delle pendenze testamentarie. Non si tratta, infatti, solo del trasferimento di un quarto del capitale di Delfin (il 25% totale detenuto da Paola e Luca), ma della volontà espressa da tutte le parti di rispettare finalmente le volontà del patriarca. La firma di ieri sera, quindi, sancisce anche l’impegno da parte dei due fratelli venditori – i quali, assieme a un altro erede, avevano inizialmente accettato l’eredità con beneficio di inventario – a dare corso al testamento entro una data simbolica: il 27 giugno, quando cadrà il quarto anniversario della morte di Leonardo Del Vecchio. Questo aspetto è cruciale perché rimuove uno degli ultimi ostacoli legali che impedivano la piena esecuzione del lascito, tra cui spicca il pagamento del legato milionario in azioni EssilorLuxottica a Francesco Milleri, l’attuale numero uno del gruppo e della holding. Per permettere a Leonardo Maria di sostenere l’esborso di capitale richiesto per rilevare le quote dei fratelli, l’intesa è stata accompagnata da un parallelo accordo sulla governance finanziaria di Delfin che modifica radicalmente la politica dei dividendi.
Via libera ai dividendi e il ruolo del finanziamento bancario
Un tassello fondamentale senza il quale l’operazione non avrebbe potuto concretizzarsi è stato il voto assemblyare favorevole alla modifica del tetto sulla distribuzione degli utili. Delfin, che controlla partecipazioni strategiche in EssilorLuxottica, Generali, UniCredit e Mps, era vincolata da uno statuto che limitava la cedola distribuibile al 10% degli utili, una clausola voluta dal fondatore per preservare la liquidità. Oggi, però, la volontà degli eredi è cambiata: con sei voti favorevoli su otto (nonostante i dissensi espressi da Claudio Del Vecchio e Rocco Basilico), l’assemblea ha dato il via libera a innalzare questo limite all’80% per il triennio 2025-2027. Questo cambiamento è essenziale perché Leonardo Maria utilizzerà proprio i flussi di cassa generati da Delfin – e in particolare la sua parte di dividendi maggiorati – per ripagare il debito contratto con il pool di banche che finanzia l’acquisizione. Gli istituti di credito coinvolti, tra cui UniCredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole, hanno dimostrato la loro fiducia nell’operazione, accordando linee di finanziamento che potrebbero raggiungere gli 11 miliardi di euro considerando anche il rifinanziamento di posizioni debitorie pregresse facenti capo ai veicoli dell’imprenditore.
Il nuovo equilibrio nella cassaforte e il peso specifico delle quote
Con l’arrivo del 25% aggiuntivo nel suo veicolo facente capo a Lmdv Capital, Leonardo Maria Del Vecchio diventa di fatto il primo azionista individuale della holding, superando il frazionamento paritetico che aveva caratterizzato la proprietà negli ultimi anni. Tuttavia, come specificato dai documenti societari, questo aumento di peso non si traduce automaticamente in una maggioranza assoluta: Delfin è suddivisa in otto quote uguali, detenute dai sei figli del fondatore, dalla vedova Nicoletta Zampillo e dal figlio di quest’ultima, Rocco Basilico. Con tre quote in mano a Leonardo Maria (il suo 12,5% originario piú il 25% acquisito), l’azionista di maggioranza relativa controlla ora il 37,5%, ma qualsiasi decisione strategica richiederà comunque il confronto con gli altri soci superstiti. L’operazione, quindi, non rivoluziona lo statuto né cambia la posizione di Francesco Milleri alla guida operativa del gruppo. Resta però sul tavolo il nodo delle quote dissenzienti, con Claudio Del Vecchio e Rocco Basilico che hanno votato contro l’acquisizione delle quote di Luca e Paola, segno che la partita per la stabilizzazione definitiva dei vertici della holding potrebbe riservare ulteriori sviluppi in sede giudiziaria o assembleare.




