Sparatoria al pronto soccorso di Prato: Salvini difende l’agente indagato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sparatoria al pronto soccorso di Prato ha portato all’apertura di un’indagine per tentato omicidio nei confronti dell’agente della Polizia Penitenziaria che ha sparato durante il tentativo di fuga di un fermato. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha espresso su X il suo totale sostegno all’agente, sostenendo che avrebbe agito per fermare un pericoloso delinquente e proteggere la sicurezza delle persone presenti. L’episodio riguarda una sparatoria avvenuta nel reparto di emergenza dell’ospedale toscano, dove un 22enne del Marocco è stato raggiunto da un proiettile a una gamba.

Indagine sull’agente dopo gli spari nell’ospedale di Prato

Secondo quanto emerso, l’agente della Polizia Penitenziaria è stato iscritto nel registro degli indagati per tentato omicidio dopo aver esploso tre colpi di pistola all’interno del pronto soccorso. Un solo proiettile ha colpito il fermato, che si trovava in ospedale per una visita medica ed era stato accompagnato dagli agenti che lo avevano in custodia. Gli avvocati dell’agente hanno ricevuto la comunicazione formale dell’indagine nella mattinata successiva ai fatti. La vicenda si è sviluppata dopo un momento di forte tensione all’interno del reparto di emergenza, dove il 22enne avrebbe tentato di allontanarsi.

Secondo la versione fornita dall’agente, il fermato si trovava su una barella con i polsi ancora bloccati dalle manette quando si sarebbe alzato improvvisamente. L’uomo avrebbe afferrato un estintore e lo avrebbe attivato all’interno del pronto soccorso, creando una situazione di confusione nel reparto. Subito dopo avrebbe cercato di raggiungere l’uscita correndo, dando origine all’intervento dell’agente che ha poi sparato. La ricostruzione dei fatti riguarda quindi il momento in cui il tentativo di fuga sarebbe avvenuto all’interno della struttura sanitaria.

Il sostegno di Salvini e l’allarme sulla sicurezza nei pronto soccorso

Nel commentare l’indagine sulla sparatoria al pronto soccorso di Prato, Matteo Salvini ha scritto su X che l’agente avrebbe semplicemente svolto il proprio lavoro, fermando il fuggitivo e tutelando le persone presenti. Le sue parole sono arrivate dopo la notizia dell’apertura dell’inchiesta giudiziaria sull’episodio avvenuto nell’ospedale toscano. Il vicepremier ha inoltre sottolineato che il fermato era già stato dimesso dall’ospedale, collegando il suo intervento alla necessità di garantire sicurezza durante una situazione considerata critica.

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana, con l’OPI di Siena che ha espresso sostegno alla posizione del presidente dell’OPI di Prato, Gabriele Panci, dopo il grave episodio di violenza verificatosi nei giorni precedenti al pronto soccorso dell’ospedale. L’organizzazione ha richiamato l’attenzione sul tema delle aggressioni ai sanitari e sui rischi presenti nelle strutture di emergenza. L’episodio che ha coinvolto il detenuto, gli agenti incaricati della custodia e gli spari esplosi nel reparto ha riportato al centro il tema della sicurezza negli ambienti ospedalieri.

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