Filippo Turetta si prepara all'interrogatorio
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Redazione Interno
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Filippo Turetta, detenuto nel carcere di Verona, si sta preparando per l'interrogatorio del 25 ottobre davanti ai giudici della Corte d'Assise di Venezia. Il suo avvocato gli ha consigliato di scrivere molto, e Turetta ha seguito il consiglio. Tra gli atti del processo c'è già una sua lettera, scritta subito dopo l'arresto in Germania il 19 novembre scorso. La polizia tedesca lo ha trovato accanto alla sua auto sulla corsia di emergenza dell'autostrada tra Berlino e Monaco.
Nella lettera, Turetta racconta di essersi fatto arrestare perché non riusciva a suicidarsi. Dopo giorni di tentativi falliti, ha deciso di costituirsi. La polizia lo ha portato in una sala interrogatori, dove è stato spogliato e i suoi vestiti sono stati raccolti in sacchetti di plastica.
Il processo a Turetta, reo confesso dell'omicidio di Giulia Cecchettin, è iniziato ieri. Il procuratore capo di Venezia ha chiarito che non si tratta di un processo contro il femminicidio, ma contro Turetta come individuo. Gino Cecchettin, padre della vittima, ha dichiarato di non avere nulla da dire all'ex fidanzato della figlia. Ha partecipato alla prima udienza indossando una spilla con l'immagine di Giulia e la scritta "Vola in alto Giulia – Noi con te".
Turetta, nel frattempo, continua a scrivere e a pregare nel carcere di Verona. La sua lettera ai genitori, inviata dalla Germania, è un tentativo di spiegare le sue azioni e di chiedere perdono.




