Lettere dal carcere, Turetta si confessa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Filippo Turetta, reo confesso dell'omicidio di Giulia Cecchettin, ha scritto una lettera ai genitori dal carcere in Germania. Nella missiva, pubblicata dal Corriere della Sera, Turetta esprime il suo dolore e il suo pentimento per l'atroce crimine commesso. "Capirei e accetterei se voi voleste dimenticarmi e rinnegarmi come figlio", scrive Turetta, aggiungendo di aver causato troppo dolore ai suoi cari.

Turetta ha ucciso l'ex fidanzata Giulia Cecchettin con 75 coltellate, un atto di violenza che ha sconvolto l'opinione pubblica. Dopo il delitto, Turetta ha tentato il suicidio, ma non è riuscito a portare a termine il gesto. Alla fine, ha deciso di costituirsi e si è fatto arrestare in Germania, dove è stato detenuto nel carcere di Halle.

Nella lettera, Turetta descrive il momento dell'arresto: "Mi sono fatto arrestare l'altra sera a lato di un'autostrada in Germania. Non riuscivo più a suicidarmi, e dopo giorni ho deciso di costituirmi". Racconta anche di essere stato portato in una sala interrogatori, dove gli sono stati tolti i vestiti e raccolti in sacchetti di plastica.

Turetta ammette di meritare l'odio e il carcere a vita per l'omicidio di Giulia. "Non sono cattivo. Merito l'odio e il carcere a vita per l'omicidio di Giulia", scrive.

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