Imparato: la piattaforma Giorgio, cuore italiano di Alfa Romeo e Maserati, si evolve per le nuove normative

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Jean-Philippe Imparato, recentemente nominato alla guida di Maserati, ha ribadito con forza il valore della piattaforma Giorgio, che definisce senza esitazioni "uno stato dell'arte, interamente sviluppato in Italia". Le sue dichiarazioni, rilasciate in occasione della presentazione del progetto BOTTEGAFUORISERIE, non si limitano a un elogio formale ma tracciano un percorso ben definito per questa architettura meccanica, la cui vita operativa è destinata a prolungarsi ben oltre le attese. Questo sviluppo, che coinvolge modelli di punta come la Maserati Grecale, la GranTurismo e la GranCabrio, si rende necessario per adeguarsi a un quadro normativo, quello europeo, in costante evoluzione e che impone standard sempre più stringenti in materia di emissioni.

Un adattamento necessario per lo standard Euro 7

La piattaforma, nata per esaltare le doti dinamiche di vetture iconiche come Alfa Romeo Giulia e Stelvio, è stata infatti sottoposta a un aggiornamento profondo e strutturale, il cui obiettivo primario è il rispetto dei futuri parametri Euro 7. Questo aggiornamento, che Imparato ha descritto come un'evoluzione piuttosto che una semplice revisione, garantisce alla Giorgio una longevità tecnica che le permetterà di rimanere competitiva sul mercato. L'architettura, il cui sviluppo originale è avvenuto nel polo tecnico di Arese, si conferma dunque un pilastro strategico per il gruppo Stellantis, un elemento di continuità ingegneristica tra due marchi che, pur mantenendo identità distinte, condividono una comune visione della mobilità premium.

La visione condivisa tra Alfa Romeo e Maserati

Durante l'evento "Meccanica Lirica", tenutosi a Modena, è emerso con chiarezza il progetto che unisce i due storici brand italiani. Santo Ficili, amministratore delegato di Alfa Romeo e al contempo chief operating officer per Maserati, ha sottolineato come la collaborazione non miri a creare un generico "polo del lusso", bensì a valorizzare le specifiche anime delle due case automobilistiche attraverso una progettualità condivisa. In questo contesto, la piattaforma Giorgio rappresenta il trait d'union tecnico, un know-how che viene costantemente raffinato per sostenere le ambizioni di prodotti di fascia alta. La filosofia, insomma, non è quella di un mero accorpamento di risorse, ma di una sinergia che preserva e esalta le peculiarità di ciascuno.

Prospettive future e l'ipotesi del V6 Nettuno ibrido

Le dichiarazioni di Ficili e Imparato offrono uno sguardo sulle direzioni intraprese, dove alla continuità garantita dalla piattaforma si affianca un'evoluzione della propulsione. Per il futuro di Alfa Romeo, in particolare, si fa strada l'ipotesi di un propulsore V6 Nettuno in configurazione ibrida, una soluzione che coniugherebbe le prestazioni tipiche del marchio con una transizione più pragmatica verso l'elettrificazione. Questo approccio, delineato dai vertici delle rispettive operations, indica una strategia di prodotto che bilancia l'eredità sportiva con le ineludibili esigenze del presente, puntando su un'evoluzione tecnologica graduale ma determinata.

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